In Giappone il caldo estivo ha superato una nuova e drammatica soglia: non soltanto quella del termometro, ma anche quella del linguaggio. Il Paese asiatico ha infatti dovuto inventare una nuova parola per descrivere giornate con temperature così estreme da non poter più essere definite con la terminologia tradizionale: kokushobi, che significa letteralmente “giorno crudelmente caldo”.
Il termine è stato coniato dall’Agenzia Meteorologica Giapponese per indicare specificamente le giornate in cui la temperatura dell’aria raggiunge o supera la soglia dei 40 °C. Fenomeni che fino a pochi anni fa venivano considerati eccezioni storiche stanno ora diventando drammaticamente frequenti a causa della crisi climatica globale.
- Un nuovo vocabolario per classificare la febbre del pianeta
- L'impatto sulla salute pubblica e il picco dei ricoveri
- Agricoltura e sport costretti ad adattarsi
- La rivoluzione negli uffici
Un nuovo vocabolario per classificare la febbre del pianeta
Fino a poco tempo fa, il sistema meteorologico giapponese prevedeva una classificazione estiva articolata su due livelli principali:
- Manatsubi: giornate con temperature superiori ai 30 °C.
- Moshobi: giornate con temperature superiori ai 35 °C.
L’intensificarsi delle ondate di calore ha reso necessaria l’introduzione del nuovo livello kokushobi per le giornate da bollino rosso scuro sopra i 40 °C. Di recente si è registrato il primo picco ufficiale dall’entrata in vigore del termine: su 914 stazioni di rilevamento nel Paese, ben 278 stazioni hanno superato i 35 °C nella stessa giornata. In diverse città, come Gujo e Tajimi (prefettura di Gifu) e Toyota (prefettura di Aichi), i termometri hanno toccato e superato i 40,1 °C, stabilendo record assoluti.
L’impatto sulla salute pubblica e il picco dei ricoveri
Il caldo estremo in Giappone non è più soltanto una questione di disagio stagionale, ma una vera e propria emergenza di salute pubblica.
I dati ufficiali mostrano un quadro allarmante:
- Nel 2024 le morti dovute ai colpi di calore hanno superato per la prima volta quota 2.000 decessi.
- Tra maggio e settembre sono state oltre 100.000 le persone ricoverate d’urgenza in ospedale per malori legati alle alte temperature.
- Episodi di cronaca recente riportano decessi avvenuti direttamente per strada nelle prefetture di Niigata e Kanagawa, a testimonianza di quanto le condizioni ambientali siano diventate insidiose.
Agricoltura e sport costretti ad adattarsi
L’innalzamento continuo delle temperature sta trasformando profondamente le tradizioni e le attività simbolo del Giappone:
- La crisi del riso e le nuove colture tropicali: Il caldo eccessivo sta compromettendo sia la resa che la qualità del riso, l’alimento base della cucina giapponese. Molti agricoltori sono stati costretti a convertire i campi a varietà di riso geneticamente più resistenti all’afa o a sperimentare coltivazioni del tutto insolite per il clima nipponico, come gli avocado.
- La svolta nel baseball scolastico (Koshien): Il leggendario torneo nazionale di baseball delle scuole superiori, che da decenni si combatte ad agosto sotto il sole cocente, ha dovuto modificare la propria struttura organizzativa nel 2024, dividendo le partite tra prima mattina e tarda serata per proteggere atleti e pubblico dai colpi di calore.
La rivoluzione negli uffici
Anche la rigorosa cultura aziendale giapponese sta cedendo il passo di fronte all’emergenza climatica. Per far fronte alle temperature oppressive, le autorità governative — tra cui la governatrice di Tokyo Yuriko Koike — hanno promosso un’estensione delle direttive Cool Biz.
Ai lavoratori viene consigliato di abbandonare i classici completi scuri con giacca e cravatta in favore di un abbigliamento molto più fresco e informale: polo, magliette, pantaloni corti e scarpe da ginnastica. Si tratta di una vera e propria rivoluzione culturale per un Paese in cui la tenuta formale è stata per decenni l’emblema indiscusso del professionismo, nata anche con l’obiettivo di ridurre i consumi energetici legati all’uso massiccio dell’aria condizionata.