Salute, la blacklist dei cibi da evitare

Il dossier Coldiretti ha stilato la lista degli alimenti potenzialmente più pericolosi

26 Novembre 2021
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Fonte: 123rf

Quando si parla di salute la prudenza non è mai abbastanza. E visto che anche quel che mangiamo incide in maniera significativa sul benessere del nostro organismo è bene conoscere quel che si acquista e si porta in tavola.

A darci una mano in tal senso è il dossier Coldiretti su “La black list dei cibi più pericolosi” presentato dalla Coldiretti al XIX Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’alimentazione sulla base delle rilevazioni dell’ultimo rapporto del Sistema di allerta rapido europeo (RASFF), che registra gli allarmi per rischi alimentari verificati a causa di residui chimici, micotossine, metalli pesanti, inquinanti microbiologici, diossine o additivi e coloranti nell’Unione Europea nel 2020.

In Italia – fa sapere la Coldiretti – oltre otto allarmi alimentari su dieci sono dunque scattati a causa di cibi pericolosi provenienti dall’estero (81%).

Ma quali sono i cibi più pericolosi? Semi di sesamo dell’India, carne di pollo low cost dalla Polonia, frutta e verdura turca, pepe nero brasiliano salgono sul podio della “blacklist” dei prodotti alimentari più pericolosi per la salute rilevati nella Ue, nella quale rientrano anche le arachidi da Usa e Argentina, i pistacchi turchi ed iraniani e le ostriche francesi, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Rassf.

In testa alla classifica dei Paesi dai quali giungono i cibi più contaminati ci sono l’India, responsabile del 12% degli allarmi alimentari scattati in Europa, la Turchia con il 10% e la Polonia (10%) ma preoccupazioni – continua la Coldiretti – arrivano anche dalla Francia (6%), dall’Olanda (6%) e dalla Cina (6%).

E gli Italiani hanno tutto il diritto di preoccuparsi, dal momento che il nostro Paese ha importato 7 milioni di euro di semi di sesamo dall’India nel 2020 per un totale di quasi 5 milioni di chili mentre dalla Polonia sono arrivati ben 14 milioni di chili di carne di pollo per un importo di oltre 20 milioni di euro e l’importazione di frutta e verdura dalla Turchia ha raggiunto addirittura 416 milioni di euro, secondo l’analisi della Coldiretti su dati Istat.

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