Se stendi i panni al sole profumano di più, ecco il motivo

I panni stesi al sole producono un gradevole profumo che ricorda essenze floreali e fruttate: ecco la ricerca scientifica che spiega il perché

15 Giugno 2020
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Che siano lavati a mano o in lavatrice, i panni stesi al sole profumano di più di quelli stesi all’ombra o in un locale chiuso. Lo sa bene chiunque si trovi a svolgere le più comuni faccende domestiche, ma ora a ufficializzarlo arriva anche un serio e accurato studio scientifico.

La singolare ricerca è stata condotta dall’Università di Copenaghen, sotto la supervisione della ricercatrice italiana Silvia Pugliese. Obiettivo: captare l’odore del bucato lasciato asciugare all’aperto, sotto i raggi solari.

Lo studio, pubblicato sulla rivista di chimica “Environmental Chemistry” e ripreso anche dal “New York Times”, ha dimostrato che il caratteristico profumo dei panni stesi al sole è il risultato di una reazione molecolare, che ricorda essenze floreali e fruttate.

Pugliese e la sua équipe hanno condotto un esperimento utilizzando alcuni asciugamani di cotone dell’Ikea. Dopo averli sottoposti a lavaggio tre volte con acqua purissima, sono stati stesi ad asciugare, ma in tre collocazioni differenti: in un ufficio chiuso, all’aperto ma all’ombra di un telo di plastica e su un balcone al sole. Infine, ogni asciugamano, una volta asciutto, è stato riposto in un sacchetto sigillato per 15 ore.

A questo punto, i ricercatori hanno iniziato il loro lavoro di campionamento, esaminando le sostanze chimiche emesse da ogni asciugamano, comparandole con quelle emesse dal sacchetto vuoto, da un asciugamano non lavato e dall’ambiente in cui era avvenuta l’asciugatura.

Pugliese e il suo gruppo di ricerca hanno, così, potuto isolare gli elementi tipici del profumo dei panni stesi al sole: aldeidi e chetoni, composti organici riferibili a essenze floreali e fruttate. In particolare, lo studio ha rivelato che il bucato lasciato ad asciugare alla luce solare produce due particolari sostanze, il pentanale e il nonanale, che conferiscono rispettivamente un aroma agrumato e un profumo di rose.

Quello che i ricercatori, però, non sono riusciti ancora a comprendere è il processo che porta alla produzione di queste sostanze. Secondo la dottoressa Pugliese potrebbe dipendere dall’esposizione all’ozono, capace di trasformare sostanze chimiche comuni in aldeidi e chetoni.

Un ruolo fondamentale sarebbe da attribuire anche ai raggi ultravioletti, che funzionerebbero da eccitante per alcune molecole, permettendo la formazione dei cosiddetti radicali liberi. Questi ultimi si legherebbero alle molecole vicine, favorendo la produzione degli elementi chimici che conferiscono ai panni stesi al sole il loro caratteristico profumo.

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