Spruzzarsi troppo profumo fa male? È una domanda che in molti si fanno, soprattutto perché oggi si parla sempre di più di pelle, ph, sostanze chimiche e abitudini quotidiane. La risposta, però, non passa solo dal buon senso: arriva anche dalla fisica e dalla chimica delle fragranze, che spiegano cosa succede davvero quando il profumo evapora, resta sulla pelle e si diffonde.
- Cosa contiene davvero un profumo: fa male spruzzarlo?
- Il ruolo degli ftalati nei profumi e perché se ne parla
- Spruzzare troppo profumo: è la quantità che conta
Cosa contiene davvero un profumo: fa male spruzzarlo?
Il profumo è uno di quei gesti piccoli e quasi automatici della giornata: un paio di spruzzi sui polsi, un tocco sul collo, magari prima di uscire di casa o di andare a un appuntamento. Ma dietro quella nuvola invisibile e piacevole c’è un mondo scientifico fatto di molecole, evaporazione, solventi e sostanze fissative.
A spiegarlo in modo semplice sui social è Vincenzo Schettini, noto divulgatore, volto e fondatore de La fisica che ci piace. Partendo proprio dal gesto quotidiano del profumarsi, Schettini ricorda che in rete circolano spesso allarmi più o meno affidabili sul fatto che il profumo possa fare male alla pelle. Per questo, dice, ha voluto approfondire la questione “da un punto di vista scientifico”.
La prima cosa da chiarire è che i profumi non sono sostanze semplici. I profumi sono miscele chimiche complesse in cui le essenze profumate sono diluite in un solvente, che può essere acqua, olio o un’altra base capace di trasportare la fragranza. Questo solvente tende a evaporare rapidamente: è anche per questo che, appena spruzziamo il profumo, ne percepiamo subito l’odore nell’aria.
Ma se tutto evaporasse immediatamente, la fragranza durerebbe pochissimo. E infatti nei profumi entrano in gioco anche sostanze pensate per rallentare questo processo e prolungare la persistenza dell’odore.
Il ruolo degli ftalati nei profumi e perché se ne parla
Il punto più delicato riguarda gli ftalati, una famiglia di sostanze usate anche come fissativi. Questi agiscono come fissativi e cercano di prolungare la durata della fragranza profumata, perché riducono la velocità di evaporazione delle sostanze volatili. In altre parole, aiutano il profumo a restare percepibile più a lungo sulla pelle e nell’ambiente.
Qui nasce la domanda: se il profumo resta sulla pelle, una parte delle sue componenti può essere assorbita? Ebbene sì: una parte degli ftalati può essere assorbita dalla pelle ed entrare in circolo nel sangue. Ma questo non significa automaticamente che ogni spruzzo sia pericoloso o che ci si debba allarmare ogni volta che si usa una fragranza.
E non sarebbe nemmeno una questione legata al punto in cui si applica il profumo: collo, polsi o altre zone non cambiano il principio di base. Se una sostanza viene assorbita dalla pelle, può esserlo dovunque venga spruzzata. La differenza, semmai, la fanno la quantità, la composizione del prodotto e le concentrazioni ammesse.
Schettini – in un suo video – sottolinea un passaggio importante: esistono diversi tipi di ftalati e quelli considerati più pericolosi sono vietati in Europa. Quelli consentiti, nelle concentrazioni e nelle quantità presenti nei profumi in commercio, “non sembrano creare problemi”. Inoltre, l’organismo tende in generale a eliminarli attraverso l’urina.
Spruzzare troppo profumo: è la quantità che conta
La risposta alla domanda “Spruzzare troppo profumo fa male?”, quindi, non è un “sì” secco né un “no” assoluto. Spruzzare profumo non è di per sé un comportamento pericoloso, ma come sempre conta la quantità.
È un principio classico della tossicologia, ma anche del buon senso scientifico: una sostanza può essere innocua a basse dosi e problematica se usata in quantità esagerate. Vale per molte cose comuni, e vale anche per il profumo. Uno o due spruzzi usati normalmente non equivalgono certo a un’esposizione estrema.