‘Striscia la notizia’: ecco dieci curiosità sul tg satirico

Il tg satirico di Antonio Ricci spegne 32 candeline: per celebrare come si deve ‘Striscia la notizia’, ecco alcune curiosità che forse non conosci.

9 Novembre 2020
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Era il 7 novembre 1988 quando andava in onda la prima puntata di Striscia la notizia, tg satirico di Antonio Ricci diventato un cult del piccolo schermo. Oggi come allora il programma Mediaset incolla al piccolo schermo milioni di spettatori ed è appuntamento immancabile per i fan dopo il telegiornale della sera. Ma sappiamo proprio tutto del tg satirico per eccellenza?

Per prima cosa, lo show debuttò su Italia 1, con Ezio Greggio e Gianfranco D’Angelo, e il successo di ascolti fece poi decidere per il trasferimento sulla rete ammiraglia. Non solo Hunziker, Scotti e Iacchetti: dal 1988 sono stati ben 69 i conduttori che si sono succeduti al celebre bancone nel corso di tre decenni. E a proposito di conduzione, proprio Enzo Iacchetti è approdato a Striscia per un errore.

Durante la stagione 1994/1995, infatti, l’attore fu convocato al posto di Gianni Cardo per la sua marcata somiglianza. Insieme al collega Greggio, piacque talmente tanto che fu inserito in squadra formando la coppia più longeva del tg con oltre 2450 puntate.

Inchieste e scoop sono da sempre il caposaldo del programma, che ha trattato di uranio impoverito, spaccio, scandali bancari e truffe per non parlare della ‘terra dei fuochi’. Anzi, fu proprio un servizio di Striscia a sollevare per primo il vello sulla drammatica situazione.

Stando sempre ai primati, il record della puntata più vista di sempre è detenuto da quella andata in onda il 23 settembre 2002 con 13.870.000 telespettatori. Alla conduzione, proprio la storica coppia Greggio-Iacchetti. Continuando con i numeri, poi, ecco la puntata più breve: era il 13 gennaio 1998 e la messa in onda durò solo 35 secondi come segno di protesta per l’eccessiva pubblicità della rete.

Con 250 cause legali all’attivo e 200 diffide come media stagionale, ‘Striscia la notizia’ vanta un vero e proprio codice ufficiale, pubblicato anche nel volume Striscia la tivù. Le regole sono in totale 52 e si basano su due principi cardine: “Cercare di evitare la retorica e l’indignazione, tranne quella esageratamente parodistica. «È una vergogna» può dirlo solo il Gabibbo che è un pupazzo” (punto 25) e “Il dubbio è padre di Striscia” (punto 45).

E come non citare il pupazzone rosso mascotte dello show? Fresco trentenne, il Gabibbo è nato il 1° ottobre 1990 e ha realizzato a oggi più di 800 servizi. Addirittura fu fondato un partito a suo nome nel 1997 che ne appoggiò la candidatura alle elezioni suppletive del Collegio senatoriale del Mugello, dove sfidò Antonio Di Pietro, Giuliano Ferrara e Sandro Curzi. Lo slogan? “Più populista di Antonio Di Pietro, più pelato di Sandro Curzi e più rosso di Giuliano Ferrara. Se dovete votare un Gabibbo, votate l’originale!”.

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