Treni cari? Colpa dell'algoritmo

Gli abbonamenti dei pendolari vedranno un taglio dei costi del 33% che riporterà i biglietti del treno a prezzi accettabili

Fonte: Pixabay

Dal 2007 a questa parte, i pendolari di tutto il Paese hanno visto il costo dei loro abbonamenti crescere a intervalli regolari. I prezzi dei biglietti del treno vengono stabiliti attraverso l’applicazione di un algoritmo che dovrebbe tenere in considerazione diverse variabili fra cui i chilometri percorsi.

Durante tutto il periodo in questione, le tariffe stabilite dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome non avrebbero tenuto conto di un parametro rilevante come la progressione dell’abbattimento dei costi tariffari inversamente proporzionale ai chilometri percorsi. I pendolari hanno quindi per anni pagato un prezzo eccessivo ed ora minacciano di appellarsi alle autorità competenti qualora non venissero riviste le tariffe.

La formula che stabilisce il prezzo dei biglietti del treno

In buona sostanza, l’algoritmo per stabilire i prezzi degli abbonamenti avrebbe dovuto considerare il principio secondo cui ‘maggiore è il numero di chilometri percorsi minore è il costo del singolo chilometro’.

Per capirci, se per un tragitto di 10 chilometri il viaggiatore paga 10 centesimi al chilometro (per un prezzo complessivo di un euro); per un tragitto di 50 chilometri, il viaggiatore dovrebbe pagare un prezzo al chilometro minore di 10 centesimi (il costo complessivo dovrebbe essere quindi minore di cinque euro).

L’applicazione di questo principio nella formula che stabilisce il prezzo degli abbonamenti non è però mai avvenuta. La colpa pare essere un errore tecnico di un funzionario.

Il ridimensionamento delle tariffe

Enrico Pallavicini, che rappresenta i pendolari in Assoutenti, si dice certo che la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome rivedrà i costi delle tariffe già da aprile di quest’anno. In caso contrario, l’associazione si muoverà per vie legali al fine di ottenere un rimborso dagli enti regionali ben più importante dell’esborso che questi dovranno garantire a Trenitalia qualora rivedessero i costi degli abbonamenti.

Infatti, l’azienda di trasporti non si accontenterebbe dei guadagni ottenuti con la vendita dei biglietti se il loro costo venisse ridimensionato. In altre parole, la Conferenza presieduta da Chiamparino deve decidere fra due alternative: attraversare una battaglia giudiziaria con Assoutenti che la porterebbe (probabilmente) a pagare una sanzione elevata per anni di abbonamenti sovrapprezzati; versare una quota direttamente all’azienda per il trasporto ferroviario come indennizzo per il taglio dei prezzi degli abbonamenti.

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