Conoscete la vera storia di Aladino e la Lampada Magica?

Pensi di conoscere la storia di Aladdin? Potrebbe non essere come credi! Scopri la vera storia dietro il tappeto volante e la lampada magica.

18 Settembre 2023
Giuseppe Guarino

Giuseppe Guarino

Giornalista

Ph(D) in Diritto Comparato e processi di integrazione e attivo nel campo della ricerca, in particolare sulla Storia contemporanea di America Latina e Spagna. Collabora con numerose testate ed è presidente dell'Associazione Culturale "La Biblioteca del Sannio".

Fonte: 123RF

La storia di Aladdin è un classico intramontabile che ha catturato l’immaginazione di generazioni di spettatori, grazie soprattutto all’adattamento Disney che tutti conosciamo e amiamo. Ma quanti di voi hanno mai sentito parlare della vera favola che ha ispirato questa epica avventura?

Mentre da bambini sognavamo di sollevarci in volo su un tappeto magico e sfregavamo lampade nella speranza di evocare un genio, pochi di noi erano a conoscenza della storia originale di Aladino e la Lampada Magica. Al di là di ogni rielaborazione successiva e dal ricordo sedimentato nella cultura pop contemporanea, questa narrazione antica e affascinante è molto diversa dalla versione che il gigante dell’animazione ci ha presentato sul grande schermo.

In questo articolo, esploreremo la vera storia di Aladdin, un racconto che, sebbene meno conosciuto, è altrettanto affascinante e ricco di avventure straordinarie. Lasciatevi trasportare in un mondo di magia e mistero, mentre sveliamo la vera essenza di questo antico racconto.

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Qual è la vera storia di Aladdin?

La storia di Aladdin, spesso associata alla raccolta “Le mille e una notte“, è in realtà un’inclusione successiva, opera di Antoine Galland, l’editore dell’edizione francese di quest’opera celebre. Questo racconto affascinante è un’autentica gemma della letteratura orientale che merita di essere esplorata a fondo.

Nel cuore di una delle innumerevoli città della Cina, viveva un giovane di nome Aladino, un ragazzo ozioso e privo di scopi. Figlio del sarto Mustafà, deceduto a causa delle preoccupazioni per la pigrizia del figlio, Aladino era motivo di disperazione per la madre vedova. La sua vita cambiò drasticamente quando un misterioso negromante, originario del Maghreb, giunse nella città. Quest’uomo si fece passare per il fratello sconosciuto di Mustafà e con dolci parole e doni, riuscì a convincere la madre a affidargli Aladino, promettendo di trasformarlo in un mercante di stoffe.

Il mago portò Aladino fuori città e lo condusse in una zona desolata, dove si trovava l’ingresso di una misteriosa grotta. Questa non era una grotta comune, ma un luogo magico e pericoloso che avrebbe cambiato il destino di Aladino per sempre. All’interno di questa caverna, il giovane Aladino avrebbe scoperto la leggendaria lampada, dando inizio a un’avventura straordinaria e ricca di incantesimi.

Chi ha inventato la storia di Aladdin?

Le avventure di Aladdin, o Aladino nella traduzione italiana, fanno parte della celebre raccolta di racconti arabi noti come “Le Mille e una Notte“. Quest’opera letteraria, un vero e proprio tesoro della narrativa orientale, è giunta fino a noi grazie alla libera traduzione di un individuo di nome Antoine Galland all’inizio del XVIII secolo. Questa vasta antologia di storie e novelle è stata originariamente diffusa nel mondo arabo e presenta una narratrice di eccezionale fascino: la giovane Shahrazād, o Sherazad, che era la sposa del re Shahriyar.

Shahriyar, un uomo potente ma capriccioso, aveva l’abitudine di sposare una giovane fanciulla diversa ogni notte, solo per condannarla a morte l’indomani. Tuttavia, la furba Shahrazād ideò un piano per sopravvivere. Iniziò a raccontare storie coinvolgenti al suo sovrano, storie che si protraevano per tutta la notte e che venivano interrotte proprio quando stavano per giungere al climax. In questo modo, il re era costretto a rimandare l’esecuzione della giovane ogni sera per poter sentire il finale del racconto, creando così un ciclo infinito di storie che la mantenevano viva.

La storia di Aladdin, quindi, è una delle tante favole raccontate da Shahrazād per sfuggire alla tragica sorte. Questo racconto intramontabile ha ispirato generazioni di lettori e spettatori, con la sua magia e le avventure entusiasmanti.

Invece, la versione cinematografica della Disney, realizzata nel 1992, è stata creata da un team di sceneggiatori, ovvero John Musker, Ron Clements, Ted Elliott e Terry Rossio, i quali hanno iniziato a lavorare su di essa alla fine degli anni ’80.

Come finisce la storia di Aladdin? Le differenze tra il cartone Disney e il libro

Le avventure di Aladdin, sebbene abbiano alcune somiglianze tra la versione Disney e il racconto originale, presentano notevoli differenze nel loro epilogo, evidenziando le diverse sfumature delle due narrazioni.

Nel film Disney, la storia si conclude con la sconfitta di Jafar, trasformatosi in un genio e intrappolato nella sua lampada. Il Genio lancia poi la lampada lontano nel deserto, ripristinando la normalità. Aladdin, invece di utilizzare il suo terzo desiderio per tornare a essere un principe, sceglie di mantenere la promessa fatta al Genio e lo libera. Questo gesto nobile e altruista tocca il cuore del Sultano, che cambia la legge per consentire a Jasmine di sposare chiunque scelga. Il Genio parte per esplorare il mondo, mentre Aladdin e Jasmine iniziano la loro nuova vita insieme. La lampada finisce nelle mani del mercante, diventando un oggetto qualsiasi ma portatore della storia e del coraggio di Aladdin.

Tuttavia, la storia originale offre un finale più intricato e avvincente. Aladino, già sposato con la principessa, perde la lampada in modo ingannevole quando un mago, che era stato colui che gli aveva fatto scoprire l’oggetto magico, si finge un mercante e propone uno scambio di vecchie lucerne con nuove. La serva di Aladino, ignara delle vere intenzioni del mago, cede la lampada magica. Il mago, quindi, ordina al Genio di spostare la principessa e il palazzo nel deserto. Il Sultano, a quel punto, dà a Aladino solo 40 giorni per riportare sua figlia a casa, minacciando la decapitazione in caso di fallimento.

Fortunatamente, Aladino aveva già anche un anello magico con un altro Genio, che lo aiuta a raggiungere la principessa nel palazzo che si trova nel deserto. Qui, Aladino decapita il mago ingannevole, ritrova la lampada e riporta la principessa al palazzo… La storia però prosegue ancora con il fratello dello stregone, il quale si mette in cerca di Aladino per vendicarsi. Ancora una volta, l’eroe ha la meglio, dando vita a una nuova serie di assassinii prima di tornare a palazzo con la sua bella principessa.

Le altre differenze tra la storia della Disney e quella originale

Le differenze, però, non si esauriscono qui. Tra la storia originale e il film Aladdin della Disney, sono tantissimi gli elementi discordanti, vediamo quelli principali:

  • Nel racconto Disney, la vicenda si svolge in Medio Oriente, in quello originale in Cina
  • Nel racconto Disney c’è un solo genio, che fuoriesce dalla lampada. In quello originale ce n’è un altro, che vive nell’anello magico, meno potente rispetto a quello della lampada.
  • Nel film Disney, Aladdin può esprimere solo tre desideri. Nel racconto originale non c’è limite: può esprimere tutti i desideri che vuole.
  • Nel film Disney, la principessa si chiama Jasmine. Nel racconto originale si chiama Badr al-Budùr. Nel racconto è molto meno indipendente rispetto alla Jasmine che tutti noi conosciamo ed amiamo.
  • Nel film Disney, il visir Jafar è anche lo stregone antagonista. Nel racconto originale, si tratta di due personaggi separati. Lo stregone è il principale antagonista, il visir è invece un uomo fedele al sultano, tanto da vedere il proprio figlio promesso sposo della principessa. Aladino addirittura rapisce il figlio del visir per fargli rinunciare alle nozze! Un esempio pericoloso, rimosso completamente dal film Disney.

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