Volo per Dubai, attento a non bere vino in aereo: le conseguenze

Dubai è una delle città più famose del mondo, mèta di turismo di lusso: ma attenzione, le regole del paese sono molto severe

Dubai è una mèta turistica molto frequentata, grazie all’intrattenimento di lusso che offre e alle incredibili attrazioni cittadine, dal grattacielo più alto del mondo, il Burj Khalifa, al centro commerciale con pista da sci incorporata all’interno, il Mall of Emirates. Ma attenzione, perché dietro lo scintillante mondo creato apposta per i turisti, la situazione è ben diversa: nel paese (dove vige la monarchia assoluta) ci sono regole molto severe e migliaia di stranieri ogni anno vengono imprigionati per motivazioni che non avrebbero mai potuto immaginare.

Radha Stirling ha fondato una ONG e aiuta molti stranieri in difficoltà a Dubai: intervistata da Business Insider ha dichiarato che molti turisti “non sanno il rischio che corrono quando si trovano negli Emirati Arabi”. Emblematico il caso di Ellie Holman, dentista svedese residente in Gran Bretagna, messa in carcere per tre giorni insieme alla figlia di 4 anni per un bicchiere di vino bevuto sull’aereo: la Holman, dentista, ha avuto problemi appena scesa dall’aereo, dove alla dogana è stato contestato il suo visto d’ingresso nel paese. E’ partita una discussione, durante la quale il funzionario dell’immigrazione ha chiesto alla donna se avesse bevuto alcool. Alla sua risposta affermativa sono scattate le manette, in quanto negli Emirati Arabi è illegale detenere alcolici, anche se già consumati: è praticamente illegale detenerli nello stomaco. Ellie Holman e sua figlia sono state trattenute per tre giorni prima di essere rilasciate e poter tornare a casa. (In aereo succedono molte cose strane, leggi qui)

Ma la dentista svedese non è la sola ad aver vissuto situazioni difficili negli Emirati: un ragazzo è stato arrestato e percosso per aver indossato una maglietta del Qatar durante una partita di calcio (chi dimostra simpatie per il Qatar è accusato automaticamente di terrorismo), mentre una donna inglese, Laleh Shahravresh, è stata arrestata invece per aver definito “un cavallo” l’attuale compagna dell’ex marito su Facebook. Negli Emirati Arabi c’è una legge molto dura contro i crimini online e la donna è stata trattenuta in carcere due giorni con la figlia adolescente, liberate solo dopo aver pagato una multa di 65mila dollari (pensate che in Italia invece non è reato insultare la suocera!)

 

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