Piaga di "zecche mostruose" succhiasangue stanno infestando queste località turistiche

Avete mai sentito parlare delle mostruose "zecche mostruose succhiasangue" che stanno terrorizzando alcune località turistiche?

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Giuseppe Guarino

Giuseppe Guarino

Giornalista

Ph(D) in Diritto Comparato e processi di integrazione e attivo nel campo della ricerca, in particolare sulla Storia contemporanea di America Latina e Spagna. Collabora con numerose testate ed è presidente dell'Associazione Culturale "La Biblioteca del Sannio".

Un’infestazione di “zecche mostruose succhiasangue” sta colpendo numerose destinazioni turistiche europee, mettendo in allarme residenti e turisti per via delle possibili conseguenze sulla salute che la sua presenza potrebbe portare. Questi parassiti, conosciuti scientificamente come Hyalomma lusitanicum, stanno proliferando in diverse aree del Mediterraneo, inclusa l’Italia, e sono portatori di malattie mortali come la febbre emorragica Crimea-Congo.

Un allarme sanitario in crescita: le “zecche del deserto” arrivano in Italia

L’espansione dell’areale di queste zecche, conosciute anche come “zecche del deserto“, è in continua espansione e sta destando non poca preoccupazione tra gli esperti sanitari. Le loro dimensioni sono di quattro volte superiori a quelle delle zecche comuni.

Originarie dei climi tropicali dell’Africa e del sud-est asiatico, le Hyalomma lusitanicum stanno ora trovando un ambiente favorevole anche nei climi più freddi dell’Europa. La loro presenza è stata segnalata in località turistiche di rilievo come la Spagna (Tarragona e Barcellona), le Isole Baleari, la Sardegna e perfino alcune aree del Nord Italia.

Destinazioni turistiche a rischio: i pericoli della nuova zecca

Le mete turistiche più colpite dalla presenza della zecca del deserto sono in generale aree famose per le loro spiagge e le attrazioni storiche.

L’allarme è alto perché molte di queste zone stanno vedendo un aumento preoccupante della popolazione di questi parassiti.

Quali sono le malattie trasmesse dalle Hyalomma lusitanicum

Le Hyalomma lusitanicum sono portatrici di diverse malattie pericolose. Tra esse possiamo annoverare:

  • Febbre emorragica Crimea-Congo (CCHF): questa malattia virale e potenzialmente mortale provoca febbre alta, emorragie interne ed esterne, e gravi disfunzioni degli organi. La CCHF è altamente contagiosa e può risultare fatale se non trattata tempestivamente.
  • Febbre del Nilo occidentale: si tratta di un’altra malattia virale trasmessa da queste zecche, che può causare sintomi neurologici severi, come encefalite e meningite, e in alcuni casi può essere letale.
  • Rickettsia conorii: questo batterio causa la febbre bottonosa del Mediterraneo, caratterizzata da febbre alta, eruzioni cutanee e forti mal di testa.
  • Anaplasmosis: si tratta di na malattia batterica che provoca febbre, brividi, mal di testa e dolori muscolari, e può avere conseguenze gravi se non diagnosticata e trattata correttamente.

La situazione in Italia: quali sono le zone dove è presente la zecca del deserto

Una delle aree più colpite d’Italia è la Sardegna, che ha visto un aumento significativo della popolazione di queste zecche. Le autorità sanitarie locali, non a caso, sono in stato di allerta per prevenire la diffusione delle malattie trasmesse dalle zecche.

Ma non solo. Anche la Calabria, con la sua geografia variegata, offre un habitat ideale per la proliferazione di questi parassiti. Idem la Sicilia, che con il suo clima caldo e secco, è particolarmente vulnerabile all’infestazione delle zecche del deserto.

Anche il Nord rischia, però. Alcune aree della Lombardia, particolarmente quelle rurali e boschive, stanno segnalando la presenza sempre più diffusa di queste zecche. L’attenzione, in questo caso, è alta soprattutto nelle zone verdi frequentate da escursionisti. Anche l’Emilia Romagna e il Veneto, pur avendo un clima generalmente più freddo rispetto al Sud Italia, sono in stato di allarme.

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