Entrati ormai nel vivo della stagione estiva, il frutto più fresco per eccellenza che accompagna le nostre giornate – a pari merito con le ciliegie – è senza dubbio l’anguria, apprezzatissima dai grandi quanto dai bambini. A renderla così amata è il suo potere dissetante unito a un basso contenuto calorico, che la rende perfetta per le calde giornate attuali e per chi vuole mantenersi in forma durante i mesi estivi.
Ottima a fine pasto ma anche come spuntino rigenerante per spezzare la fame, l’anguria ha il vantaggio di potersi conservare a lungo, a patto però di gestirla nel modo giusto. Il primo passo per assicurarsi un prodotto fresco e sicuro sta proprio nella scelta al momento dell’acquisto. Sempre più spesso, infatti, si cede alla tentazione del frutto già tagliato: ma è davvero la scelta migliore? Ecco perché sarebbe meglio evitarlo.
Frutta e verdura già tagliata: i rischi per la salute
In questa meta dell’estate, supermercati e banchi dei fruttivendoli espongono sempre più frequentemente prodotti di grandi dimensioni già divise in porzioni. Troviamo così meloni, zucche e appunto angurie tagliate a metà o a fette: una soluzione che appare agile e comoda, soprattutto per chi vive da solo o ha una famiglia poco numerosa.
Tuttavia, questo tipo di acquisto nasconde insidie che il frutto integro ci eviterebbe. Se da un lato c’è la praticità, dall’altro occorre fare i conti con la salute. Il pericolo principale nel comprare fette avvolte nella pellicola trasparente è legato alla contaminazione da batteri come:
- Salmonella
- Escherichia coli
- Listeria
Come spiegano gli esperti, nel momento in cui l’anguria viene tagliata, perde la sua buccia, ovvero la sua protezione naturale contro l’ambiente esterno. La polpa esposta diventa così un terreno fertile per i microrganismi patogeni. Inoltre, una volta riposta nel frigorifero di casa, la fetta tagliata rischia di contaminare (o farsi contaminare da) altri alimenti presenti. La conseguenza? Il rischio concreto di un’intossicazione alimentare.
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E l’impatto sull’ambiente?
Oltre al fattore sanitario, c’è un secondo elemento da non sottovalutare in questo periodo dell’anno: la sostenibilità.
Le fette di frutta già pronte vengono quasi sempre confezionate con vaschette rigide, fogli di plastica o pellicola trasparente monouso. Questo packaging incrementa notevolmente la produzione quotidiana di rifiuti non riciclabili, destinati a finire nell’indifferenziata. Vale quindi la pena chiedersi se la comodità del momento giustifichi questo impatto ambientale, oltre ai rischi per la salute.
Il consiglio per consumarla in sicurezza
Se proprio non potete fare a meno di acquistare l’anguria già tagliata, seguite sempre queste regole fondamentali:
- Lavate bene la buccia esterna sotto l’acqua corrente prima di affettarla ulteriormente.
- Lavate nuovamente le mani e il coltello se passate dalla buccia alla polpa, per evitare di trascinare i batteri esterni direttamente all’interno del frutto.
- Conservatela sempre in frigo a temperature adeguate e consumatela nel giro di brevissimo tempo.