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Autunno, non inizia il 21 settembre: ecco quando cambia davvero la stagione

In realtà, l'atmosfera e il cielo seguono regole ben diverse: ecco come funzionano il calendario meteorologico e quello astronomico.

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Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

Content Specialist

Ha conseguito un Master in Marketing Management e Google Digital Training su Marketing digitale. Si occupa della creazione di contenuti in ottica SEO e dello sviluppo di strategie marketing attraverso canali digitali.

Quando si parla di stagioni, tendiamo a far riferimento a precise scadenze sul calendario. Tuttavia, per chi si occupa di previsioni del tempo, meteorologia e analisi dei cambiamenti climatici, la prospettiva è differente: l’autunno meteorologico comincia ufficialmente il 1° settembre e si conclude il 30 novembre.

Questa scelta nasce da un’esigenza scientifica e statistica. I meteorologi dividono l’anno in quattro blocchi regolari composti da tre mesi completi: la primavera include marzo, aprile e maggio; l’estate giugno, luglio e agosto; l’autunno settembre, ottobre e novembre; l’inverno dicembre, gennaio e febbraio. Utilizzare intervalli fissi ed esatti facilita enormemente il calcolo delle medie termiche, il confronto dei volumi di precipitazioni e l’analisi delle statistiche climatiche su scala pluriennale. Se si dovessero considerare date mobili a metà mese, raccogliere e confrontare storicamente i dati risulterebbe estremamente più complesso.

Il clima cambia molto prima dell’equinozio

L’atmosfera terrestre non attende un momento preciso per modificare i propri equilibri. I primi segnali del cambio di stagione si avvertono spesso ben prima del passaggio astronomico ufficiale. Con l’inizio di settembre, nell’emisfero settentrionale si assiste a una progressiva riduzione della radiazione solare e della quantità di energia termica ricevuta dalla superficie terrestre.

Man mano che le ore di luce diminuiscono, il riscaldamento del suolo perde forza. Le vaste strutture di alta pressione che hanno dominato la stagione estiva iniziano a indebolirsi, lasciando varco alle prime correnti fresche d’origine nordica o polare. Allo stesso tempo, riprendono vigore le perturbazioni atlantiche, portando un aumento della variabilità meteo, frequenti piogge e un generale abbassamento delle temperature. È per questa ragione che il percepito autunnale si manifesta concretamente diverse settimane prima rispetto al calendario astronomico.

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L’autunno astronomico segue il viaggio della Terra intorno al Sole

L’autunno astronomico si basa invece sulla meccanica celeste e sulla posizione precisa della Terra lungo la sua orbita intorno al Sole. Questa stagione inizia rigorosamente nel momento esatto dell’equinozio d’autunno, l’istante in cui il Sole si trova perpendicolare all’equatore celeste. In questa particolare giornata, le ore di luce e quelle di buio si equivalgono quasi perfettamente su tutto il pianeta.

A differenza di una diffusa credenza popolare che fissa la data al 21 settembre, l’equinozio cade quasi sempre il 22 o il 23 settembre (e più raramente il 24 settembre). Da quel momento esatto, nell’emisfero boreale le ore di oscurità supereranno progressivamente quelle d’illuminazione, fino ad arrivare al punto di massimo scarto in corrispondenza del solstizio d’inverno a dicembre.

Perché la data dell’equinozio cambia ogni anno?

Il motivo per cui la data dell’equinozio non cade mai nello stesso identico momento è legato al disallineamento tra il nostro calendario e la realtà astronomica. Un anno solare — ovvero il tempo impiegato dalla Terra per compiere una rivoluzione completa attorno al Sole — dura esattamente 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 45 secondi.

Il calendario gregoriano, che usiamo ogni giorno, approssima la durata dell’anno a 365 giorni interi. Per recuperare quelle circa 6 ore in eccesso che si accumulano ogni anno, viene introdotto un giorno aggiuntivo ogni quattro anni tramite gli anni bisestili. Questo continuo aggiustamento crea un piccolo slittamento temporale che fa oscillare l’ora e il giorno esatto dell’equinozio all’interno del mese di settembre.

Due prospettive per un unico cambiamento

In conclusione, non esiste una data sbagliata o una giusta: l’autunno meteorologico descrive il comportamento concreto del clima e dell’atmosfera tramite periodi convenzionali funzionali alla ricerca, mentre l’autunno astronomico identifica un evento geometrico e cosmico ben preciso. Entrambe le visioni spiegano come la Terra risponda, giorno dopo giorno, alle variazioni di luce e calore proveniente dal Sole.

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