Una biblioteca sulla Luna salverà la storia dell’umanità

L’Arch Mission Foundation vuole salvare la storia dell’umanità e lo fa lanciando nello spazio microschede in nickel contenente libri e conoscenza

Il lancio della Tesla Roadster da parte di SpaceX non risale a molto tempo fa e la maggior parte delle persone ha certamente seguito l’evento.

Non tutti però sanno che su quella Tesla lanciata nello spazio sulle note di David Bowie, l’Arch Mission Foundation ha introdotto un dispositivo di memorizzazione al quarzo contenente la trilogia della Fondazione Isaac Asimov. La co-fondatrice Nova Spivack aveva dichiarato in quei momenti che quello era solamente il primo passo in un piano più grande.

Oggi, dopo qualche settimana da quel lancio, ne sappiamo un po’ di più. Grazie ad una partnership con la società spaziale commerciale Astrobotic, che ha l’obiettivo di inviare una missione sulla Luna nel 2020, l’Arch Mission invierà sulla Luna uno dei suoi dispositivi di archiviazione, l’Arch Libraries.

I contenuti non includeranno soltanto Asimov, ma Wikipedia, il progetto Rosetta della Long Now Foundation e molto altro. La biblioteca sarà archiviata su microschede in nickel, con testi e immagini incisi con il laser. Spivack ha dichiarato che il nickel dovrebbe essere in grado di sopportare le condizioni ambientali presenti sulla Luna e il formato microscheda non richiederà un computer per essere letto, ma solamente un microscopio ottico potente.

La biblioteca che sbarcherà sulla luna sarà conservata sulla superficie del satellite grazie alla Peregrine Lunar Lander di Astrobotic. La co-fondatrice Spivack ha detto che la libreria può essere estesa e aggiornata in futuro, grazie a più dispositivi di archiviazione. Nulla di statico, tutto in divenire, per salvare la storia dell’umanità.
L’obiettivo finale infatti è “mettere questi archivi di conoscenza umana sparsi nel sistema solare. In un periodo di tempo molto lungo, come milioni di anni ad esempio, è certo che almeno alcuni degli archivi lanciati saranno ancora lì, dove sono stati inviati. Anche se un intero pianeta verrà distrutto, rimarranno comunque altri pianeti con altre librerie ed opere dell’uomo sulla loro superficie.”
Come ha detto la stessa Spivack, queste librerie sono “un grande dono per gli archeologi del futuro da parte delle persone di oggi”.

Ovviamente Spivack e l’Arch Mission Foundation sperano di stabilire una presenza umana su Marte o altrove nel Sistema Solare, prima o poi, e lavorano in vita di questo obiettivo. “Dovremmo stabilire una base permanente sulla Luna e su Marte. Le cose stanno davvero iniziando a cambiare, soprattutto perché l’industria spaziale commerciale, il nuovo movimento spaziale, sta iniziando a farsi strada, grazie a Elon Musk, Blue Origin e Jeff Bezos” ha dichiarato la Spivack. Insomma, il futuro risiede in microschede in nickel.

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