Lasciare la città, comprare una casa in un piccolo paese e ricominciare altrove è un progetto che può avere anche un sostegno economico pubblico. In diverse zone d’Italia Regioni, Province autonome e Comuni hanno infatti avviato misure per contrastare lo spopolamento dei centri più piccoli.
Non esiste, però, un unico bonus borghi valido automaticamente in tutta Italia. Importi, requisiti e finalità cambiano da territorio a territorio: alcuni contributi aiutano a comprare o ristrutturare casa, altri sostengono l’apertura di attività economiche, la natalità oppure il trasferimento della residenza. Tra le misure segnalate nel 2026 ci sono contributi che, per determinate attività economiche, possono raggiungere 40mila €, mentre programmi di natura diversa prevedono cifre anche superiori. Prima di preparare le valigie, quindi, bisogna capire che cosa finanzia ogni incentivo.
- Lombardia e Trentino, gli incentivi più interessanti
- Lazio, Abruzzo e Sardegna: gli aiuti legati alla residenza
- Dalla Liguria al Friuli: gli incentivi per chi apre un'attività
- Toscana, Marche e Calabria: attenzione ai bandi e alle scadenze
Lombardia e Trentino, gli incentivi più interessanti
In Lombardia, il bando “Nuova Impresa” prevede sostegni per chi avvia determinate attività commerciali nei Comuni fino a 3mila abitanti o nelle frazioni.
Il contributo può coprire l’80% delle spese e arrivare a 40mila € quando nel Comune o nella frazione non è presente un’altra attività con lo stesso codice Ateco. Il tetto scende invece a 20mila € se esistono già imprese dello stesso tipo.
Diversa la logica adottata dalla Provincia autonoma di Trento, dove gli interventi riguardano l’acquisto di immobili da ristrutturare nei centri considerati a rischio di abbandono. Il sostegno può coprire il 40% della spesa negli insediamenti storici e il 35% negli altri casi previsti. Non basta dunque comprare una casa qualsiasi in Trentino: l’immobile e il centro abitato devono rientrare nei criteri stabiliti dalla misura.
Lazio, Abruzzo e Sardegna: gli aiuti legati alla residenza
Nel Lazio, il Piano regionale per la riqualificazione dei piccoli Comuni, valido fino al 2027, comprende un sostegno rivolto alle famiglie residenti nei cosiddetti “piccolissimi Comuni”, cioè quelli con una popolazione fino a 2mila abitanti.
Il contributo può arrivare a 2mila € una tantum in presenza dei requisiti previsti, per esempio in relazione alla nascita o alla presenza di figli piccoli. Possono accedere anche famiglie che trasferiscono la residenza, ma devono mantenerla per almeno cinque anni.
L’Abruzzo ha invece previsto un incentivo per nuovi residenti nei Comuni montani: 2.500 € all’anno, con l’impegno a mantenere la residenza per almeno cinque anni. L’importo può aumentare quando al trasferimento viene affiancato l’avvio di un’attività imprenditoriale.
La Sardegna ha costruito negli anni un pacchetto particolarmente articolato contro lo spopolamento. Tra le misure segnalate ci sono incentivi alla natalità nei piccoli Comuni, agevolazioni legate all’acquisto dell’abitazione e contributi per nuove attività economiche.
Dalla Liguria al Friuli: gli incentivi per chi apre un’attività
Ma trasferirsi in un borgo non significa necessariamente ricevere denaro semplicemente per cambiare residenza: in Liguria, per esempio, sono previsti sostegni rivolti ad artigiani, commercianti e imprese di servizi che operano nei piccoli Comuni non costieri. L’agevolazione può contribuire alle spese di gestione e di affitto fino a 300 € al mese per cinque anni, in presenza dei requisiti.
In Friuli-Venezia Giulia esistono invece interventi dedicati ai giovani che vogliono avviare determinate attività agricole nelle aree montane. I beneficiari devono rispettare requisiti anagrafici e di residenza e il sostegno può riguardare terreni, immobili, macchinari e altre spese ammissibili. Anche in questo caso si tratta quindi di un incentivo imprenditoriale, non di un assegno generalizzato per chiunque decida di trasferirsi.
Toscana, Marche e Calabria: attenzione ai bandi e alle scadenze
Il quadro cambia rapidamente e alcune misure citate negli ultimi anni non sono attualmente aperte: in Toscana, ad esempio, un precedente bando consentiva a chi arrivava da fuori Regione, trasferiva la residenza e comprava casa in determinati Comuni di ottenere un contributo fino a 10mila €. Una situazione simile riguarda le Marche, dove una precedente misura per attività commerciali, bar e ristoranti nei Comuni sotto i 5mila abitanti risultava scaduta.
La Calabria sta invece lavorando al programma “Ripopola Calabria”, che coinvolge i piccoli Comuni e punta al recupero di immobili pubblici inutilizzati. Il progetto prevede una fase di ricognizione prima della piena operatività per i potenziali nuovi residenti.
Conviene, quindi, verificare che il bando sia aperto, controllare il Comune interessato, leggere i requisiti e accertarsi che ci siano ancora risorse disponibili. Cambiare vita trasferendosi in un piccolo borgo può insomma costare meno grazie agli incentivi, ma il bonus giusto dipende da ciò che si vuole fare una volta arrivati: comprare casa, ristrutturarla, aprire un’impresa o stabilire lì la propria residenza.