I Campi Flegrei si stanno svegliando. Allarme degli scienziati

I Campi Flegrei si stanno risvegliando. Ad annunciarlo alcuni scienziati che hanno studiato il supervulcano e ora lanciano l’allarme

Fonte: Twitter

I Campi Flegrei si stanno risvegliando e gli scienziati lanciano l’allarme. La vasta asta area vulcanica situata nel golfo di Pozzuoli, nell’ultimo periodo ha mostrato i segni di un possibile risveglio e per la prima volta dopo 500 anni la pressione è arrivata ad un livello critico in grado di provocare un’eruzione vulcanica.

A dimostrarlo la ricerca realizzata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), pubblicato di recente sulla rivista Nature. Secondo gli scienziati infatti i gas che vengono rilasciati dal magma hanno raggiunto un livello di pressione critico, tale che potrebbe risvegliare il vulcano.

”La ricerca – ha spiegato Giovanni Chiodini, a capo dello studio –  è nata con l’obiettivo di comprendere i processi che avvengono nei vulcani quiescenti che presentano evidenze di risveglio ed è la prima volta che viene dimostrata l’esistenza di un valore critico di pressione”. La simulazione realizzata  dagli studiosi ha mostrato che ”raggiunte queste condizioni critiche, il magma rilascia notevoli quantità di acqua, sotto forma di vapore, che sono iniettate nelle rocce interposte fra il magma e la superficie”. Tale processo indebolisce le rocce, favorendo una risalita del magma e quindi un’eruzione.

”Il possibile avvicinarsi del magma alle condizioni di ‘pressione critica’ – ha spiegato Chiodini – può spiegare l’attuale accelerazione delle deformazioni del suolo dei Campi Flegrei, il recente aumento nel numero di terremoti e l’aumento dei gas più sensibili agli incrementi di temperatura nelle fumarole della Solfatara di Pozzuoli”.

Con il termine Campi Flegrei viene indicato uno dei supervulcani più pericolosi al mondo. Il supervulcano è nato 39mila anni fa, durante la più grande eruzione vulcanica avvenuta in Europa negli ultimi 2mila anni. Greci e romani collocavano proprio qui l’entrata dell’inferno, il cosiddetto Averno. Il supervulcano d’altronde si estende in un’area  di 12 chilometri, con coni, fumarole e bocche eruttive, che potrebbero causare una strage in caso di eruzione. Non è dunque il Vesuvio il vulcano da cui i 3 milioni di abitanti di Napoli e dintorni si devono guardare, ma bensì dai Campi Flegrei. “I supervulcani – hanno spiegato gli studiosi – se eruttano possono avere le conseguenze di una catastrofe globale comparabile all’impatto di un grande meteorite”.

Contenuti sponsorizzati

più popolari su facebook nelle ultime 24 ore

vedi tutti