Dall’Inghilterra arriva un invito a tenere in casa scorte di cibo, acqua, medicinali e strumenti essenziali che riaccende lo spettro della Terza guerra mondiale. Il governo di Downing Street sta infatti preparando nuove indicazioni rivolte alla popolazione, mentre aumentano i timori legati a possibili attacchi contro il Paese. Ma si tratta davvero del segnale che un conflitto globale è vicino oppure di una misura preventiva pensata per affrontare emergenze di diversa natura?
- Perché il governo britannico sta chiedendo di accumulare cibo e acqua
- Il timore di un attacco informatico contro il Regno Unito
- Dobbiamo davvero preoccuparci per una Terza guerra mondiale?
Perché il governo britannico sta chiedendo di accumulare cibo e acqua
Andiamo con ordine e partiamo dal principio. Il governo britannico starebbe preparando una campagna nazionale dedicata alla resilienza e alla consapevolezza pubblica. Le indicazioni ufficiali, attese entro la fine del 2026, mirano a spiegare alle famiglie come organizzarsi in caso di emergenze capaci di interrompere temporaneamente i servizi essenziali.
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Tra i consigli figurerebbero la creazione di una riserva domestica di acqua, alimenti a lunga conservazione, medicinali e strumenti utili alla sopravvivenza.
A presentare il piano davanti ai parlamentari è stato Darren Jones, stretto collaboratore del primo ministro Keir Starmer. Il governo intende illustrare ai cittadini alcuni accorgimenti semplici ma importanti da adottare in caso di crisi o gravi disservizi.
Nel frattempo, i funzionari pubblici saranno coinvolti in un’esercitazione nazionale dedicata alla difesa interna e alla capacità di risposta delle istituzioni.
La paura di una possibile Terza guerra mondiale nasce soprattutto dal contesto internazionale nel quale viene annunciata l’iniziativa. Londra e i suoi alleati temono infatti che uno Stato ostile possa condurre un attacco “ibrido” contro il Regno Unito già dal prossimo anno. Non si parla necessariamente di un’invasione militare tradizionale, ma di operazioni informatiche, sabotaggi e azioni destinate a destabilizzare la vita quotidiana.
Il timore di un attacco informatico contro il Regno Unito
Lo scenario considerato più concreto è quello di un grande attacco cyber in grado di colpire le infrastrutture critiche britanniche. Un’operazione di questo tipo potrebbe rendere difficile, almeno per un certo periodo, accedere all’elettricità, all’acqua corrente, alla rete telefonica e ai negozi nei quali acquistare generi alimentari.
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Le preoccupazioni di Londra sono rivolte soprattutto alla Russia, accusata di condurre quotidianamente operazioni ostili contro il Paese, ma tra gli Stati considerati pericolosi compare anche l’Iran. La Strategic Defence Review britannica avrebbe evidenziato proprio l’aumento degli attacchi contro infrastrutture, sistemi informatici e servizi pubblici.
È stato aggiornato anche il National Risk Register, il documento nel quale vengono raccolti e valutati i peggiori scenari che potrebbero interessare la Gran Bretagna. Tra i rischi in crescita figurano le offensive informatiche contro le reti dei dati, gli impianti idrici e i sistemi utilizzati dalle forze di polizia. Un attacco digitale ben coordinato potrebbe quindi produrre conseguenze reali senza che venga sparato un solo colpo.
Dobbiamo davvero preoccuparci per una Terza guerra mondiale?
Sia chiaro: l’invito a fare scorte non significa che il governo britannico consideri imminente una Terza guerra mondiale. La misura appare piuttosto come una strategia di prevenzione pensata per rendere la popolazione meno vulnerabile davanti a emergenze di varia origine: attacchi informatici, blackout, eventi meteorologici estremi, pandemie o sabotaggi.
Il modello ricorda le indicazioni già promosse in diversi Paesi europei, dove ai cittadini viene consigliato di possedere risorse sufficienti per affrontare almeno 72 ore senza assistenza. Una piccola scorta può comprendere acqua in bottiglia, cibi conservabili, documenti, medicinali, fiammiferi e strumenti multifunzione.