La pizza margherita di Cracco: 16 euro e un sacco di polemiche

L'ex giudice di Masterchef in un nuovo scandalo: Cracco propone la sua pizza Margherita rivisitata ed è subito polemica sul web.

Che fosse un periodo non molto positivo per Cracco, lo si era capito già da qualche tempo, quando la Guida Michelin 2018 ha deciso di togliere una stella al ristorante dell’ex giudice di Masterchef.

Dopo l’aglio nell’amatriciana e la cipolla nella grigia che fecero urlare allo scandalo, non è mancato molto perchè Cracco scatenasse una nuova bufera sul web, dividendo il pubblico tra delatori e sostenitori di un suo piatto.

Il ristorante dello chef, che porta il suo nome, all’inizio dell’anno è stato trasferito in Galleria Vittorio Emanuele a Milano, ed è qui che si è consumato il nuovo “scandalo”.

È il 27 febbraio quando “Scatti di gusto”, il sito sulle novità dal mondo del food e degli chef stellati, annuncia l’arrivo della pizza Margherita in casa Cracco.

La pizza Margherita proposta da Cracco e riportata sul profilo Instagram di Scatti di gusto, non rispecchia l’immagine comune di quella considerata una “vera pizza napoletana”. Con un impasto a lievitazione naturale, idratato al 75%, ma costituito da cereali grezzi e integrali, una salsa di pomodoro più simile al sugo del ragù, una mozzarella di bufala tagliata spessa e disposta a crudo, qualche pomodorino confit e l’origano unito ai semi di basilico, il risultato ha fatto inorridire molti cultori della “vera pizza”.

Non solo non ha l’aspetto della classica pizza alla quale l’immaginario collettivo è affezionato, ma si fa pagare anche cara: 16 euro, con tante polemiche!

Twitter, Facebook, Instagram si riempiono di attacchi al cuoco originario del vicentino: “e poi ti chiedi perchè a Cracco tolgono le stelle. Questa non è pizza, ma pazzia!”, “un minuto di silenzio per la pizza di Cracco”, “caro Carlo Cracco, la tua #pizza è più incivile di quella con l’ananas!” e ancora “Essendo ormai patrimonio dell’umanità , il buon Cracco tecnicamente non può chiamarla Sua Maestà Pizza quella roba lì”.

Accanto a tradizionalisti e pizzalovers, molti altri invece scendono in campo per difendere Cracco e il diritto dello chef a creare “la pizza più adatta per il suo bistrot”. Gino Sorbillo, pizzaiolo napoletano di fama mondiale, non solo ha assaggiato la pizza al ristorante milanese in Galleria, ma ha anche scritto sul suo profilo Facebook di averla apprezzata. Soprattutto, da napoletano doc, richiama i suoi concittadini scandalizzati: “non è Pizza Napoletana e non viene venduta e presentata come tale. Noi partenopei dovremmo scandalizzarci di più quando troviamo in giro pizze che fraudolentemente vengono vendute e pubblicizzate come pizze della nostra tradizione. Benvenuta pizza Italiana di Cracco”.

Accanto a lui, altri pizzaioli della tradizione napoletana, come Paolo De Simone, Davide Ruotolo, Alessandro Lo Stocco. La pizza di Cracco piace agli addetti ai lavori, meno ai cultori e al popolo del web. Non rimane che andare alla Galleria e assaggiare il piatto dello “scandalo”. Nota bene: non dimenticate i 16 euro!

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