La pizza più costosa al mondo, spenderesti 8300 € per mangiarla?

Consegnata a domicilio con stoviglie extra lusso, lievitata 72 ore, a base di ingredienti rari e costosissimi: questa è la pizza più costosa del mondo

L’anno scorso fece discutere per settimane la pizza margherita dello chef Carlo Cracco, venduta ai clienti del suo bistrot in Galleria a Milano al prezzo di 16 euro: immaginiamo cosa penseranno i detrattori di quella pizza alla notizia che ne esiste una ben più costosa, prodotta ad Agropoli (vicino Paestum) e che arriva a costare l’incredibile cifra di 8.300 euro (queste sono le pizze preferite dagli Americani).

La pizza in questione si chiama Luigi XIII e in questo nome vuole racchiudere tutto il fasto della corte borbonica: lo chef che l’ha  ideata, Renato Viola, ce l’ha messa proprio tutta perchè questa pizza fosse un’esperienza indimenticabile (e all’altezza del prezzo).

Vediamo quindi nel dettaglio presentazione ed ingredienti di questa sontuosa pizza (che sul sito dello chef ha una sezione interamente dedicata): innanzitutto, viene portata rigorosamente a domicilio da uno staff composto dallo stesso Viola, un sommelier e uno chef, e viene servita con stoviglie e posate extra lusso in edizione limitata.

La costosissima pizza è piccolina, 20 cm di diametro, ed è pensata per due persone: va ordinata con ampio anticipo, in modo che la massa possa lievitare le 72 ore richieste dalla ricetta. La farina con cui viene impastata è biologica certificata, per la lievitazione viene usato un mix di lieviti (naturale e di birra) e il sale che viene aggiunto è il Murray River, raccolto nel bacino del Murray e caratterizzato dal color rosa albicocca e dal sapore insostituibile.

 

Per comporre la pizza vengono poi usati il Caviale Oscietra Reale Prestigio e il Caviar Kaspia Oscietra Reale Classico, due tipi di uova di storione dal sapore raffinato ed inconfondibile, e soprattutto le uova del Kaspia Beluga, esemplare estremamente raro che viene pescato con estrema difficoltà e le cui uova -molto piccole- hanno un aspetto e un sapore diverso da tutte le altre.

Sulla Luigi XIII trovano posto anche i gamberoni rossi di Acciaroli (Cilento), l’aragosta di Palinuro (Aragosta Palinurus Elephas), la cicala del Mediterraneo (Squilla mantis) e la mozzarella di bufala campana biologica DOP.

Ovviamente la pizza viene servita con il giusto beverage d’accompagnamento, che contribuisce in modo non indifferente a far salire il prezzo finale: il Cognac Louis XIII Remy Martin, il cognac più di alta qualità disponibile oggi sul mercato, prodotto solo con uve provenienti dalla regione di Grande Champagne e mescolato a numerose miscele di eaux-de-vie di età compresa tra i 40 ed i 100 anni di età; lo Champagne Clos Du Mesnil 1995 Krug e il Cardenal Mendoza Carta Real Sanchez Romate Finos, un brandy invecchiato 81 anni, servito in bottiglia esclusiva, numerata e serigrafata, con etichetta ritoccata a mano e presentata in una confezione di metallo in toni d’oro.

Ce n’è quindi per soddisfare tutti i palati, dagli esigenti agli esigentissimi: e se pensate che 8.300 euro per una pizza sia troppo, sappiate che si possono spendere anche 2 milioni di dollari per una cena e che anche un hamburger può arrivare a costare 2mila dollari!

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