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Quelle strane masse bianche sulla spiaggia non sono spugne: la sorprendente scoperta dell'esperto

Sono morbide, porose e biancastre, ma la loro origine è molto diversa da quella che immaginiamo osservandole sulla sabbia.

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Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

Content Specialist

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Sembrano pezzi di spugna trascinati a riva dal mare. Sono biancastri, morbidi, porosi e possono comparire sulla spiaggia soprattutto dopo una mareggiata. Eppure la loro vera natura è completamente diversa: quelle strane masse sono ovature prodotte da molluschi gasteropodi della famiglia dei muricidi.

A spiegare cosa si nasconde dietro uno degli incontri più curiosi che si possono fare lungo le coste è l’ecologo marino e divulgatore scientifico Andrea Bonifazi. All’interno di quegli ammassi possono trovarsi migliaia di futuri molluschi, protetti durante le prime fasi del loro sviluppo.

Cosa sono davvero le masse bianche che troviamo sulla spiaggia

L’equivoco nasce soprattutto dall’aspetto, perché le masse presentano una struttura soffice e piena di piccole cavità che ricorda immediatamente quella delle spugne naturali. In realtà non appartengono ai poriferi. Sono aggregati di capsule contenenti le uova di alcuni molluschi gasteropodi muricidi, una famiglia che comprende circa 1.700 specie e che è conosciuta anche per le caratteristiche conchiglie ornate da spine, creste e altre strutture.

Nel Mediterraneo, secondo Bonifazi, le specie principalmente coinvolte nella produzione degli ammassi che possono arrivare sulle nostre spiagge sono Hexaplex trunculus e Bolinus brandaris, quest’ultimo comunemente conosciuto come murice spinoso. Il Bolinus brandaris possiede una conchiglia lunga generalmente tra 6 e 8 centimetri e può vivere su fondali fino a circa cento metri di profondità.

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Dentro possono esserci migliaia di piccoli molluschi

Le dimensioni degli ammassi possono diventare sorprendenti perché la deposizione non è necessariamente opera di un singolo individuo. Durante la fase riproduttiva, infatti, più molluschi possono riunirsi e deporre le proprie capsule nello stesso punto, creando progressivamente una massa di grandi dimensioni. In alcuni casi l’aggregato può raggiungere addirittura le dimensioni di un pallone da basket.

Secondo i dati illustrati dall’ecologo marino, una femmina può produrre mediamente tra 120 e 200 capsule. Ciascuna può contenere da alcune decine fino a oltre 800 uova. Sommando le deposizioni di diversi esemplari, quindi, una singola massa può custodire un numero enorme di potenziali nuovi individui. Non tutti riusciranno però a raggiungere l’età adulta: la strategia riproduttiva di questi animali prevede infatti la produzione di moltissimi discendenti senza cure parentali successive.

Perché i murici sono legati alla famosa porpora dei Fenici

Questi molluschi hanno anche una storia intrecciata con quella dell’uomo: alcune specie di muricidi venivano utilizzate nell’antichità per ottenere la porpora di Tiro, un colorante particolarmente prezioso impiegato per tingere i tessuti. I Fenici catturavano grandi quantità di questi animali e la produzione della porpora proseguì successivamente anche presso Cartaginesi e Romani.

Perché le ovature finiscono sulla spiaggia

Le masse vengono generalmente deposte sulle rocce e sulle scogliere durante il periodo riproduttivo. Il moto ondoso e soprattutto le mareggiate possono successivamente staccare le ovature dal substrato e trasportarle fino alla riva. È così che possono comparire sulla sabbia e trarre in inganno chi le osserva.

Se ne incontriamo una durante una passeggiata sulla spiaggia, quindi, adesso lo sappiamo: non abbiamo trovato una spugna, ma uno dei sistemi riproduttivi più curiosi nascosti sotto la superficie del nostro mare.

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