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I batteri del water arrivano davvero allo spazzolino? L'esperimento poco rassicurante

Non è una leggenda metropolitana né una mania da ipocondriaci: ogni sciacquone solleva una nube invisibile di microrganismi che può raggiungere superfici e oggetti del bagno, spazzolino incluso. Ecco cosa sappiamo davvero

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Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

Content Specialist

Ha conseguito un Master in Marketing Management e Google Digital Training su Marketing digitale. Si occupa della creazione di contenuti in ottica SEO e dello sviluppo di strategie marketing attraverso canali digitali.

Il bagno è uno degli ambienti più paradossali della casa: nello stesso spazio convivono l’eliminazione dei rifiuti corporei e la cura dell’igiene personale. Una convivenza che, alla luce delle ricerche scientifiche, presenta rischi sottovalutati. Da decenni la scienza osserva cosa accade ogni volta che tiriamo lo sciacquone, e le conclusioni non sono affatto rassicuranti.

Cosa accade davvero quando tiriamo lo sciacquone

Quando azioniamo il water, non portiamo via solo ciò che deve essere eliminato. Il flusso d’acqua genera il cosiddetto toilet plume: una nube di micro-goccioline che si solleva e si disperde nell’aria del bagno.

L’acqua di scarico è inizialmente potabile, ma il contatto con urina e feci cambia radicalmente la situazione. Lo sciacquone innesca un evento di fluidodinamica violento, già studiato negli anni Cinquanta e confermato da ricerche successive, che hanno dimostrato la diffusione di agenti patogeni nell’aria.

I meccanismi principali che producono aerosol sono due:

  • Splashing: l’impatto dell’acqua sulla ceramica genera gocce grandi (oltre i 50 micrometri), che si depositano rapidamente su pavimenti e superfici vicine, contaminando l’area intorno al WC.

  • Bursting delle bolle: l’aria intrappolata nell’acqua risale in superficie ed esplode, creando particelle microscopiche. Queste restano sospese per ore e possono viaggiare anche oltre 1,8 metri, soprattutto in bagni poco ventilati.

Lo spazzolino da denti: tra gli oggetti più esposti

Se il water è la sorgente, lo spazzolino da denti è uno dei bersagli principali. Le setole in nylon, fitte e ravvicinate, creano un effetto capillare che intrappola umidità e particelle presenti nell’aria del bagno.

Uno studio condotto dalla Quinnipiac University ha rilevato coliformi fecali nel 60% degli spazzolini analizzati in bagni condivisi. Il dato più inquietante? Nell’80% dei casi i residui non appartenevano nemmeno al proprietario dello spazzolino.

Lo spazzolino, però, non è un oggetto passivo. Ricerche successive hanno dimostrato che le setole ospitano una vera comunità microbica. Batteri orali, saliva e residui di dentifricio possono in parte contrastare i patogeni esterni, riducendo (ma non eliminando) la contaminazione.

Anche il tipo di spazzolino fa la differenza. Alcuni modelli elettrici con testina cava possono accumulare fino a 3.000 volte più microrganismi rispetto a quelli tradizionali: una vera autostrada per i batteri.

Chiudere il coperchio o coprire lo spazzolino non basta

L’idea più diffusa è semplice: abbassare il coperchio del WC prima di tirare lo sciacquone. Purtroppo, studi di fluidodinamica e una ricerca del 2024 pubblicata sull’American Journal of Infection Control mostrano che l’efficacia è limitata. Con il coperchio chiuso, gli aerosol non scompaiono: vengono spinti lateralmente, contaminando comunque l’ambiente.

Anche i copri-spazzolino sembrano una soluzione intuitiva, ma presentano un problema serio: trattengono l’umidità. Studi recenti hanno riscontrato una maggiore presenza di Candida e Pseudomonas su spazzolini coperti, microrganismi potenzialmente pericolosi quanto quelli trasportati dal toilet plume.

La strategia più efficace è una combinazione di accorgimenti:

Pulizia regolare del water con disinfettanti, per ridurre i patogeni alla fonte

Porta-spazzolini con luce UV, utili per abbassare la carica batterica sulle setole esposte

Distanza dal WC: almeno due metri, meglio se in un mobile ben ventilato

Asciugatura completa dello spazzolino: l’umidità persistente favorisce la proliferazione microbica

Convivere con il toilet plume, senza paranoie

Il toilet plume è una conseguenza inevitabile dei sistemi di scarico tradizionali. Finché non adotteremo su larga scala i WC a vuoto usati sugli aerei, convivere con questa realtà sarà inevitabile.

L’obiettivo non è la sterilità assoluta, ma ridurre la contaminazione incrociata e, soprattutto, il fattore disgusto. In bagno, come spesso accade nella prevenzione, piccoli gesti fanno una grande differenza.

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