È uno dei gesti più comuni che facciamo in questi caldissimi mesi d’estate: entriamo in una stanza calda e afosa, afferriamo subito il telecomando del condizionatore e impostiamo la temperatura a 18°C, sperando di ottenere un brivido di freddo immediato. Eppure, se mettessimo un termometro proprio davanti alle alette del condizionatore, scopriremmo una verità sorprendente: infatti l’aria non esce affatto a 18°C.
E allora, a cosa serve quel numeretto sul display? Perché lo impostiamo se il climatizzatore sembra fare di testa sua? La risposta sta nel modo in cui funzionano questi elettrodomestici, un meccanismo che spesso ignoriamo e che ci porta a consumare molta più energia del dovuto.
Il telecomando non è un miscelatore di aria
L’errore più comune è pensare che il telecomando funzioni come il rubinetto della doccia: se voglio l’acqua più fredda, giro la manopola sul blu. Nel condizionatore non funziona così.
La temperatura che leggiamo sul telecomando non è la temperatura dell’aria che viene soffiata fuori dal motore, ma rappresenta il traguardo da raggiungere nella stanza. Il condizionatore è dotato di un termostato interno (un sensore) che misura costantemente la temperatura dell’aria della stanza che viene aspirata dall’alto. Quando impostiamo 24°C, stiamo dicendo alla macchina: “Lavora finché l’aria di questa stanza non arriva a 24°C, poi fermati o rallenta”.
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A che temperatura esce davvero l’aria?
Per raffreddare una stanza calda, il condizionatore deve buttare fuori aria sensibilmente più fredda rispetto a quella dell’ambiente. Indipendentemente da ciò che scriviamo sul telecomando, l’aria esce dallo split a una temperatura fissa, che di solito si aggira tra i 10°C e i 14°C.
Se imposti il telecomando a 18°C o a 25°C, l’aria uscirà inizialmente sempre alla stessa identica temperatura di circa 12°C. Abbassare al minimo il telecomando nella speranza di “fare prima” è quindi del tutto inutile: il condizionatore non rinfrescherà la stanza più velocemente, rimarrà semplicemente acceso al massimo delle sue capacità per molto più tempo, consumando una quantità enorme di corrente elettrica nel tentativo di raggiungere un obiettivo (i 18°C) quasi impossibile e persino dannoso per la salute.
Come usarlo in modo intelligente e senza sprechi
Ora che il mistero della temperatura sul condizionatore è stato svelato, diventa più chiaro come si può ottimizzare l’uso del condizionatore per risparmiare sulla bolletta ed evitare i classici malanni estivi.
La regola d’oro è non superare mai un dislivello di 5-6°C rispetto alla temperatura esterna. Se fuori ci sono 32°C, impostare il climatizzatore a 26°C è la scelta ideale: l’aria uscirà comunque fresca, la stanza diventerà confortevole in poco tempo e il motore si spegnerà o ridurrà i giri, se è un modello inverter non appena il sensore registrerà i 26°C nell’ambiente.
E nei giorni di grande umidità, prima di abbassare la temperatura, prova ad attivare la funzione Dry, cioè il deumidificatore: spesso basta togliere l’umidità dall’aria per percepire subito una sensazione di fresco, lasciando il termometro qualche grado più in alto e il portafoglio decisamente più leggero.