Perché lo Zimbabwe ha un ministro di WhatsApp

Il governo dello Zimbabwe ha designato il ministro di WhatsApp, ecco a cosa serve e perché il Presidente lo reputa importantissimo

Fonte: Twitter

Lo Zimbabwe da oggi ha un ministro di WhatsApp, la notizia, decisamente particolare, è stata diffusa dalla BBC, che ha svelato le novità lanciate dal governo dello stato africano. Anche se l’idea di un ministro del genere vi farà di certo ridere, in realtà la questione è piuttosto seria. La carica in questione infatti fa parte di un pacchetto di regolamenti messi in atto dalle autorità per aumentare il controllo sulla popolazione.

Negli ultimi anni l’uso di internet è cresciuto nel paese e i cittadini ormai utilizzano il web per scambiare informazioni e raccogliere notizie. I social in particolare sono diventati un luogo in cui si creano dibattiti sulla situazione dello Zimbabwe, ma anche in cui si lanciano campagne anti-governative. Lo scorso anno ad esempio l’hashtag #ThisFlag aveva portato in piazza migliaia di persone, che avevano protestato contro il regime.

Per evitare che un episodio del genere si ripeta nuovamente, il presidente, Robert Mugabe, ha deciso di creare un dicastero che si occupa della “sicurezza informatica”. Fra i suoi compiti c’è quello di monitorare Facebook, Twitter e ora anche WhatsApp. Secondo gli esperti infatti il sistema di messaggistica via web consente ai gruppi di oppositori di organizzare incontri e manifestazioni. Ovviamente la decisione del governo ha sollevato moltissime polemiche. Secondo gli oppositori il ministro di WhatsApp si occuperà di reprimere la libertà di parola, ma soprattutto di spiare i cittadini, per scoprire chi sono i dissidenti e ridurli al silenzio.

“Si tratta di una questione di sicurezza nazionale” ha ribattuto il presidente Mugabe, che avrebbe creato il nuovo ministero proprio in coincidenza con i prossimi sondaggi e le elezioni che dovrebbero tenersi nel 2018. Il ministro di WhatsApp riuscirà nel suo intento oppure la forza del web e dei social media è più forte anche della repressione dei governi? Staremo a vedere cosa accadrà.

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