E se vi dicessimo che in Egitto è stata rinvenuta una porta utilizzata dagli antichi per “viaggiare nell’aldilà”? Non si tratta di una leggenda né di una fake news, ma di un’affascinante e concreta curiosità storica emersa dagli scavi archeologici.
La scoperta ha entusiasmato la comunità scientifica ed è stata presentata anche al grande pubblico nel documentario Tomb Hunters: Tomb of the pyramid judge su Smithsonian Channel. Al centro dell’attenzione c’è l’eccezionale stato di conservazione di un pannello decorato — la cosiddetta “falsa porta” — che gli antichi Egizi consideravano un vero e proprio canale di collegamento tra il mondo dei vivi e il regno dei defunti.
- Saqqara: il tesoro millenario a pochi passi dal Cairo
- I proprietari della tomba e i reperti dell'Antico Regno
- La "falsa porta": il passaggio magico verso l'aldilà
- Duat e la visione dell'Oltretomba
Saqqara: il tesoro millenario a pochi passi dal Cairo
Il ritrovamento è avvenuto nella celebre necropoli di Saqqara, un sito patrimonio mondiale dell’UNESCO oggetto di scavi e studi fin dalla metà del XIX secolo, ma capace ancora oggi di regalare continue e meravigliose sorprese.
Sebbene sia attualmente meno “popolare” tra i flussi turistici di massa rispetto a Giza — a causa di strade non del tutto agevoli, della distanza dalla capitale e di servizi sul territorio ancora in via di sviluppo — l’Egitto ha avviato un importante progetto di valorizzazione per trasformare questa preziosa necropoli in una meta di prim’ordine.
Come ha spiegato ad Al-Monitor l’egittologo Magdy Shaker: “Giza è architettonicamente e storicamente limitata: è fondamentalmente un campo piramidale della IV dinastia. Saqqara, dal canto suo, ospita piramidi, templi, tombe private, una necropoli sotterranea di animali e persino un monastero, abbracciando quasi l’intera storia dell’antico Egitto”.
I proprietari della tomba e i reperti dell’Antico Regno
La struttura rinvenuta risale all’Antico Regno (periodo collocabile approssimativamente tra 4.700 e 4.200 anni fa), un’epoca remota che precede di circa mille anni i faraoni più famosi dell’immaginario collettivo, come Tutankhamon.
Grazie al minuzioso lavoro del team di egittologi coordinati da archeologi come Ahmed Zikry, lo studio delle iscrizioni e dei geroglifici ha permesso di identificare la figura dell’alto funzionario a cui era destinato il sepolcro, noto con il nome di Sekhentyu-Ptah. Sui rilievi è stato inciso un vero e proprio elenco di tutti i suoi titoli professionali, tra cui quello di “conoscente reale”. Questo titolo dimostra che si trattava di un fiduciario di altissimo livello all’interno della corte, probabilmente un consigliere o un ministro. Nell’Antico Regno, i faraoni erano considerati divinità in terra: godere della loro amicizia rappresentava un enorme privilegio non solo nella vita terrena, ma anche nel viaggio ultraterrenol.
All’interno del complesso funerario sono stati trovati anche:
- Oltre 100 statuette;
- Ricchi corredi funerari;
- Manufatti e ceramiche di pregevole fattura, deposti per assistere e accompagnare il defunto nel suo cammino verso la vita eterna.
La “falsa porta”: il passaggio magico verso l’aldilà
Ciò che ha suscitato il maggior stupore tra i ricercatori non è stato un meccanismo per depistare i violatori di tombe, bensì il perfetto stato di conservazione del pannello della falsa porta.
Nella complessa spiritualità egizia, la falsa porta non era un ostacolo materiale, ma una soglia simbolica e rituale. Si credeva che attraverso questo elemento architettonico il Ba (l’anima del defunto) potesse muoversi liberamente, varcando il confine tra il mondo dei vivi e la dimensione spirituale per ricevere le offerte rituali lasciate dai familiari.
Duat e la visione dell’Oltretomba
Per comprendere l’importanza di questo reperto, occorre ricordare il ruolo centrale che la religione e il concetto di vita oltre la morte occupavano nella società egizia. Tutta la vita terrena era considerata una preparazione al passaggio verso la Duat, il Regno dei Morti.
- La guida divina: La Duat era governata da Osiride, la divinità della rigenerazione, della fertilità e della rinascita.
- Il viaggio dell’anima: Dopo la morte, lo spirito doveva attraversare questo regno ultraterreno affrontando prove e giudizi prima di potersi congiungere a Osiride e iniziare un’esistenza spirituale eterna.
Le raffigurazioni della Duat e dei suoi portali sono frequenti nell’arte funeraria egizia, ma il ritrovamento di una falsa porta così ben conservata a Saqqara rappresenta un tassello di inestimabile valore storico per comprendere ancora meglio la fede, l’arte e la cultura di un popolo straordinario.