Ecco chi ha vinto i premi Oscar 2019 per la memorabilità

Dall'esultanza di Spike Lee alla gonna di Billy Porter, ecco cosa ricorderemo degli Oscar 2019

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Gli Oscar 2019 non saranno ricordati solo per la vittoria a sorpresa di “Green Book”: la cerimonia ha infatti regalato dei momenti piuttosto surreali, celebrati a dovere dal popolo del web.

In un’edizione in cui le prime donne hanno fatto fatica ad azzeccarne una sul red carpet, a brillare per le loro scelte stilistiche sono stati i maschietti. L’attore Billy Porter, ad esempio, ha spiazzato tutti abbinando ad un classico smoking una gonna in velluto. Perché così come le donne possono portare i pantaloni, anche gli uomini possono indossare la gonna (e che gonna!).

Pharrell Williams è invece arrivato sul tappeto rosso direttamente dal campeggio scout, sfoggiando completo mimetico e braghe corte. Un look degno delle migliori giovani marmotte. Menzione speciale per Glenn Close, che ha scelto letteralmente di “vestirsi” da statuetta degli Oscar. Il dubbio, a questo punto, è che si sia portata sfiga da sola.

Ha sfidato la buona sorte anche Spike Lee, ma gli è andata decisamente bene. In  barba ai riti scaramantici, il regista s’è infatti presentato  al Dolby theatre di viola vestito, e con un bellissimo paio di Air Jordan JTH ai piedi. Il look da postino non ha fortunatamente influenzato il giudizio dell’Academy, che gli ha attribuito la statuetta alla Miglior Sceneggiatura per “BlacKkKlansman”.  Una vittoria che Lee ha festeggiato saltando letteralmente addosso a Samuel L. Jackson, chiamato a consegnarli il premio. Insomma, una compostezza da far invidia a Roberto Benigni.

Tra i protagonisti della serata merita una menzione anche Rami Malek, interprete di “Bohemian Rhapsody”. Dopo aver friendzonato l’intervistatore che sul tappeto rosso aveva cercato di salutarlo con un bacio, l’attore si è concesso una lunga pomiciata con la fidanzata Lucy Boynton prima di salire a ritirare la statuetta come Miglior Attore. Più rock di così si muore.

Non è andata meglio ai truccatori di “The Vice”.  I make up artist sono arrivati sul palco con l’ immancabile foglio bianco per i ringraziamenti, ma hanno fatto un bel po’ di confusione su chi dovesse leggere cosa (you read this?) . Risultato? L’implacabile Academy ha forzatamente interrotto il discorso alzando la musica quando i tre erano ancora in scena. Della serie: come rovinare (da soli) il miglior momento della propria vita.

Non deve aver vissuto un gran momento nemmeno Irina Shayk. Va bene la finzione scenica, il feeling artistico, e quello che vi pare. Ma al termine dell’esibizione di  “The Shallow”, Bradley Cooper e Lady Gaga si sono lanciati uno sguardo da soap opera messicana. E nel dubbio, la modella russa in platea non li ha lasciati sedere vicini. Abbiamo la conferma che è umana.

Concludiamo con un po’ di Italia. Fedez e Chiara Ferragni hanno partecipato all’after party degli Oscar organizzato da Vanity Fair, e da bravi italioti ne hanno approfittato per scattare foto a destra e manca con i divi (quelli veri). I due sono riusciti a strappare un selfie con, udite udite, Marilyn Manson. Una bella rivincita per Fedez, che qualche giorno fa si era visto rifiutare una foto in palestra da Barack Obama.

Nessun colpo sarà comunque più duro da digerire di quello inferto alla povera Glenn Close. Dopo sette candidature e con la vittoria quasi in tasca, l’attrice si è vista soffiare la statuetta da Olivia Colman. Un appello all’Academy: datele un Oscar solo per il sorriso (tiratissimo) che è riuscita a sfoderare al momento del verdetto.

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