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Bollette arretrate? Arriva la rottamazione dei Comuni che taglia le tasse da pagare. Come fare

Una misura poco conosciuta permette di ridurre il peso di tasse e multe arretrate. Non vale ovunque, ma conviene informarsi.

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Stefania Cicirello

Stefania Cicirello

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C’è una buona notizia: molti Comuni hanno deciso di offrire la cosiddetta rottamazione comunale. Non si tratta della classica sanatoria statale sulle cartelle esattoriali, ma di uno strumento diverso, più vicino ai cittadini e gestito direttamente dai municipi. Con le ultime disposizioni della legge di Bilancio, infatti, ogni Comune può decidere in autonomia se attivare una procedura straordinaria per consentire ai residenti di regolarizzare i debiti arretrati pagando solo la quota principale, senza il peso di sanzioni e interessi.

Dentro questa possibilità rientrano molte voci del fisco locale: Tari, Imu, vecchie multe stradali, ma anche rette scolastiche, mensa, asilo nido e altri servizi comunali non saldati nei tempi previsti. È una sorta di patto: il cittadino si impegna a pagare ciò che doveva all’origine, il Comune rinuncia alle maggiorazioni accumulate nel tempo.

Cosa si paga e cosa viene cancellato

Il punto centrale è uno solo: la tassa base non sparisce. Se una famiglia non ha pagato mille euro di Tari, quei mille euro restano dovuti. Il risparmio arriva su tutto ciò che si è sommato dopo: interessi di mora, sanzioni, spese amministrative e, in alcuni casi, anche costi legali.

È proprio questo meccanismo a rendere la rottamazione comunale interessante per il bilancio domestico. Spesso sono le voci accessorie a far lievitare il debito fino a renderlo ingestibile. Eliminarle significa tornare a una cifra più sostenibile e chiudere una pendenza che magari pesava da anni.

Multe stradali: perché conviene intervenire ora

Il discorso vale in modo particolare per le sanzioni stradali. Con il passare del tempo, una multa non pagata può moltiplicarsi per effetto di interessi e maggiorazioni previste dal codice della strada. I Comuni che aderiscono alla rottamazione possono invece consentire il pagamento della sola sanzione originaria, senza gli aumenti dovuti al ritardo.

Dal punto di vista degli enti locali, è una scelta pragmatica: meglio incassare qualcosa subito che inseguire crediti difficili da recuperare attraverso lunghi contenziosi. Per i cittadini, è l’occasione di chiudere una posizione senza sentirsi soffocati dai costi extra.

Attenzione alle differenze tra Comune e Comune

Qui entra in gioco l’aspetto più delicato: non esiste una regola unica valida per tutta Italia. Ogni amministrazione decide se aderire, quali anni coprire e quali tipologie di debito includere. Tutto passa da un regolamento approvato dal Consiglio comunale e pubblicato sul sito ufficiale dell’ente.

Le scadenze, quindi, non sono uguali ovunque. L’unico vincolo previsto è che il termine per presentare la domanda non può essere inferiore a 60 giorni dalla pubblicazione del bando. Per questo è fondamentale controllare la sezione “Tributi” o l’albo pretorio online del proprio Comune.

Va detto che non tutti i debiti possono rientrare nella rottamazione comunale. Se il credito è ancora gestito direttamente dal Comune o da un suo concessionario, allora può essere incluso nel piano. Se invece è già passato all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, valgono le regole della rottamazione nazionale e non quelle locali.

Secondo i dati ISTAT, il numero di famiglie in difficoltà economica è in aumento e il peso delle spese fisse continua a crescere. La rottamazione comunale diventa così uno strumento di equilibrio: aiuta i cittadini a rimettere ordine nei conti e consente ai Comuni di recuperare risorse senza irrigidire ulteriormente il rapporto con il territorio.

Come fare, in pratica

Chi sospetta di avere pendenze dovrebbe muoversi in modo semplice ma tempestivo:

  • verificare sul sito del proprio Comune se è attiva una rottamazione;
  • controllare quali debiti sono inclusi e per quali anni;
  • presentare la domanda entro i termini indicati;
  • rispettare le modalità di pagamento previste, spesso anche a rate.

Attenzione: la rottamazione comunale non è una misura permanente. Ogni amministrazione decide se e quando attivarla, in base alla propria situazione finanziaria. Proprio per questo, quando arriva, conviene fermarsi un attimo, fare il punto e valutare se sfruttarla.

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