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False recensioni, commenti e opinioni: come scoprire chi mente sul web

Capire se chi scrive in rete è sincero o vuole manipolare gli utenti non è facile. L’”astroturfing”, pratica molto diffusa, ora può essere smascherata grazie ad un nuovo sistema

Una persona sola che usando diversi account pubblica molteplici recensioni o commenti al fine di manipolare gli utenti. Oppure che viene pagata per pubblicare falsi commenti positivi. Si chiama “astroturfing” e sul web è una pratica molto diffusa.

Motivo percui capire se recensioni, commenti, opinioni sono attendibili o meno è sempre più difficile. Basti pensare al recente caso di Tripadvisor.

Ora arriva un nuovo sistema che potrebbe essere in grado di smascherare chi mente sul web. Lo studio, è stato pubblicato da Utsa Today e condotto da Kim-Kwang Raymond Choo, professore associato di sistemi informativi e di sicurezza informatica e di tecnologia cloud presso l’Università del Texas a San Antonio (UTSA).

Tramite l’analisi di diversi campioni di scrittura, lo studio descrive un metodo per rilevare le persone disoneste che pubblicano commenti online, recensioni o tweet utilizzando più account.

Choo e i suoi collaboratori hanno scoperto che è difficile per gli autori nascondere completamente il loro stile di scrittura all’interno dei loro testi. Tramite un’analisi delle parole utilizzare, della punteggiatura e del contesto, il metodo è in grado di rilevare se una persona o più persone stanno bleffando.

Lo studio ha rilevato come molti dei commentatori più prolifici sul web, capaci di spostare opinioni e consensi, siano effettivamente riconducibili a un unico autore che gestisce più account. In sostanza, alcuni degli utenti che operano su più piattaforme sono in realtà la stessa persona.

“L’astroturfing è legale, ma è discutibile eticamente – ha detto Choo – Ed esiste da prima che i social media diventassero popolari”.

La pratica è stata usata per anni dalle aziende per manipolare gli utenti dei social media o gli acquirenti online, pagando un utente per pubblicare false recensioni su siti web e sui prodotti in vendita.

“Può essere utilizzata per una serie di ragioni – ha spiegato Choo – Le aziende possono utilizzare l’astroturfing per incoraggiare la vendita dei loro prodotti o servizi, o per sabotare le altre società concorrenti attraverso la diffusione di opinioni negative”.

In passato anche i candidati in corsa alla Casa Bianca sono stati accusati di astroturfing per creare l’illusione di sostegno pubblico a una causa o una campagna. Tra gli esempi si ricorda il presidente George W. o più recentemente gli attuali candidati Hillary Clinton e Donald Trump, entrambi accusati di astroturfing.

Ora che Choo è in grado di scovare la persona che finge di essere molti on-line, si sta valutando di applicare la sua ricerca e l’algoritmo ad altre cause, come la prevenzione di plagio e truffa contrattuale.

“Oltre a sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema – ha concluso uno degli autori – speriamo di sviluppare strumenti per rilevare astroturfer, in modo che gli utenti dei social media possano fare scelte consapevoli e resistere alla manipolazione sociale e di propaganda”.

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