In questi giorni su diverse regioni italiane potrebbe comparire un fenomeno atmosferico piuttosto spettacolare: cieli giallastri o arancioni accompagnati da possibili piogge di fango. Il motivo è l’arrivo di una grande nube di polvere sahariana, trasportata dal vento dal deserto del Sahara fino al Mediterraneo e all’Europa.
Quando forti correnti atmosferiche sollevano enormi quantità di polveri dal deserto nordafricano, queste particelle possono viaggiare per migliaia di chilometri nell’atmosfera e raggiungere anche Paesi lontani come Italia, Spagna o Francia.
Una volta arrivate sopra il Mediterraneo, queste polveri rimangono sospese nell’aria e modificano il modo in cui la luce del Sole attraversa l’atmosfera. Il risultato è un cielo più opaco e con tonalità gialle, arancioni o rossastre, soprattutto al tramonto o quando l’atmosfera è particolarmente carica di particelle.
- Come nasce la nube di polvere
- Perché si verificano le “piogge di fango”
- Non è solo un problema per le auto
- Un fenomeno naturale piuttosto comune
Come nasce la nube di polvere
Il Sahara è la più grande fonte di polveri desertiche del pianeta, con centinaia di milioni di tonnellate di particelle che ogni anno vengono sollevate dal vento.
Queste particelle sono molto più piccole dei granelli di sabbia che troviamo sulla spiaggia. Si tratta infatti di polveri finissime, spesso microscopiche, che possono restare sospese nell’aria per molto tempo e spostarsi grazie alle correnti atmosferiche.
Quando si formano particolari configurazioni meteorologiche – per esempio una perturbazione sull’Atlantico e correnti calde dal Nord Africa – il vento trasporta queste polveri sopra il Mediterraneo fino all’Europa meridionale.
Perché si verificano le “piogge di fango”
Il fenomeno più visibile per molti cittadini arriva quando questa nube incontra una perturbazione con precipitazioni. In questo caso accade qualcosa di particolare: le gocce di pioggia catturano le particelle di polvere sospese nell’aria.
Quando la pioggia raggiunge il suolo, l’acqua contiene già queste polveri e lascia quindi uno strato marroncino o rossastro su tutte le superfici. È ciò che viene comunemente chiamato “pioggia di sabbia” o “pioggia di fango”.
Per questo motivo molte persone si accorgono del fenomeno soprattutto quando trovano l’auto ricoperta di residui sabbiosi dopo un temporale.
Non è solo un problema per le auto
La presenza di queste particelle nell’aria può infatti aumentare i livelli di particolato atmosferico, come PM10 e PM2.5, peggiorando temporaneamente la qualità dell’aria.
Questo può provocare fastidi soprattutto per alcune categorie di persone più sensibili, come bambini, anziani, persone con asma o problemi respiratori, soggetti con malattie cardiache.
L’inalazione di grandi quantità di polveri sottili può irritare le vie respiratorie e peggiorare patologie già presenti, motivo per cui durante questi episodi le autorità sanitarie invitano spesso a limitare le attività fisiche all’aperto nei momenti di maggiore concentrazione di particelle.
Un fenomeno naturale piuttosto comune
Nonostante possa sembrare insolito, l’arrivo della sabbia del Sahara in Europa non è affatto raro. Episodi di questo tipo si verificano più volte all’anno, soprattutto in primavera e in estate, quando le condizioni atmosferiche favoriscono il trasporto delle polveri desertiche verso il Mediterraneo.
In molti casi il fenomeno dura solo pochi giorni, finché il vento o la pioggia non ripuliscono l’atmosfera. Nel frattempo, però, può regalare scenari insoliti: tramonti molto intensi, cieli velati e un’atmosfera quasi surreale sopra città e paesaggi italiani.