'Via col vento', la provocazione di Netflix: "Approccio razzista"

La piattaforma streaming ha modificato la sinossi del film, sottolineandone l'aspetto razzista e con un riferimento a Black Lives Matter.

27 Luglio 2020
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Fonte: ANSA

Continua a far discutere la pellicola Via col Vento, uscita nell’ormai lontanissimo 1939 con la regia di Victor Fleming e interpretato da Clark Gable e Vivien Leigh. A giugno del 2020, la decisione della HBO di rimuoverlo dal proprio catalogo ha sollevato un acceso dibattito: la HBO Max, in seguito alla morte di George Floyd e dell’ondata mondiale contro la discriminazione (supportata dall’hashtag e dalle campagne #BlackLivesMatter), aveva infatti ritenuto la pellicola razzista e quindi non adatta al periodo attuale che stiamo vivendo.

Poche settimane dopo, Via col Vento è stato reintrodotto, ma con un disclaimer informativo sul contesto sociale e culturale in cui il film era stato realizzato e prodotto, onde evitare di indignare il pubblico. Una decisione considerata in realtà superflua da molti. Ora è Netflix a seguire l’esempio della HBO e a venire contestato, per le stesse ragioni. La piattaforma streaming – che offre appunto la visione del celebre film in tutto il mondo – ha voluto modificare la ‘sinossi’, o meglio la descrizione del lungometraggio.

Netflix ci ha abituato a didascalie ironiche e ‘sopra le righe’ e, in effetti, anche in questo caso ci si potrebbe leggere un po’ di sarcasmo e un pizzico di provocazione. “Epopea della guerra civile americana girata nel 1939 con un contestato approccio razzista. – si legge infatti su Netflix – Per informarti sulla realtà dei neri in America, cerca Black Lives Matter”.

Più che un tentativo di spiegazione pre-visione (di fatto la scritta di Netflix non appare in video, ma è scritta e la si legge navigando nel catalogo), la didascalia sembra voler riassumere senza fraintendimenti di sorta tutta la polemica che negli ultimi mesi si è creata intorno alla pellicola. L’approccio “razzista” del film – così come il fatto che lo stesso sia stato “contestato” – sono infatti dichiarati, così come il riferimento al movimento Black Lives Matter.

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