Animalisti contro le pellicce, una straordinaria protesta a Madrid

La protesta degli animalisti contro l'uso di pellicce di animali reali in abiti "sintetici" non si placa: i manifestanti scendono in piazza a Madrid

Fonte: scontent

Il 30 agosto si è tenuta una protesta degli animalisti a Madrid. I manifestanti sono scesi in piazza indossando soltanto gli slip per protestare contro la vendita di pelli di cane e di gatti etichettati come “sintetico”. Trenta persone si sono private dei loro abiti e si sono coperte di sangue finto per inscenare la macellazione di questi animali per utilizzare le loro veri pelli nella fabbricazione di pellicce attribuite come abbigliamento “sintetico”. I sostenitori del gruppo animalista “Anima Naturalis” si sono mobilitati, dopo che sono stati resi noti i contenuti dei rapporti redatti da alcuni scienziati americani, che nei cappotti realizzati in materiale sintetico in realtà si celavano pelli autentiche di animali domestici.

Anche se la pelliccia è una moda criticata, c’è chi non ne può fare a meno. Per i manifestanti la scelta di organizzare una protesta di pellicce a Madrid, non è stata causale. La capitale iberica è uno dei più grandi mercati di pellicce in Spagna. Gli attivisti hanno inscenato la morte per protestare contro l’uso di pelle animale in abbigliamento. Le fotografie che hanno fatto il giro della rete mostrano partecipanti di sesso femminile semi nudi, sdraiati uno sopra l’altro in mezzo al marciapiede. Alcuni compagni attivisti hanno versato sopra i loro corpi una sostanza rossa simile al sangue, creando l’impressione di essere macellati.

Cani e gatti sono trattati differentemente in diversi paesi del mondo. C’è chi li considera membri della famiglia e chi organizza sagre con l’assaggio delle loro carni. La protesta degli animalisti è continuata con una donna seduta a terra con in mano un cartello che riportava la scritta: “quante vite per un cappotto”. Altri partecipanti stavano in piedi dietro di lei con manifesti grafici. Secondo quanto si apprende sul sito web “AnimaNaturalis” il gruppo sta sollecitando il governo spagnolo ad aumentare i controlli sulla provenienza delle pelli e l’etichettatura.

Non bisogna trascurare il fatto che la maggior parte del commercio delle pellicce proviene dalla Cina, dove le leggi vigenti permettono di tutto. Pamela Paquin è riuscita a creare pellicce con animali morti in incidenti stradali. Aida Gascon direttore di “AnimaNaturalis” si sente disgustata dal comportamento dei produttori, che continuano ad usare pelli di animali per realizzare i loro vestiti. Il web appoggia la protesta degli animalisti, ma c’è anche chi punta il dito sulle corride chiedendone l’abolizione.

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