Bella addormentata esiste davvero: lotta per restare sveglia

7 Marzo 2023
Giuseppe Guarino

Giuseppe Guarino

Giornalista

Ph(D) in Diritto Comparato e processi di integrazione e attivo nel campo della ricerca, in particolare sulla Storia contemporanea di America Latina e Spagna. Collabora con numerose testate ed è presidente dell'Associazione Culturale "La Biblioteca del Sannio".

Fonte: Getty

Joanna Cox, una donna di 38 anni proveniente dal West Yorkshire, nel Regno Unito, si descrive come una vera e propria Bella Addormentata realmente esistente, a causa di un raro disturbo del sonno che la fa dormire fino a 22 ore al giorno.

Le è stato diagnosticato un raro disturbo del sonno chiamato ipersonnia idiopatica, per colpa del quale Joanna è incapace di svegliarsi ma anche semplicemente di combattere la sonnolenza diurna estrema che la affligge.

La donna ha raccontato di come la sua vita sia praticamente sconvolta a causa della sua condizione, che l’ha costretta ad abbandonare il lavoro e a limitare fortemente le sue attività quotidiane. Prima della diagnosi, le accadeva di addormentarsi in luoghi insoliti, tra cui situazioni pericolose, come ad esempio mentre era al volante di un’auto.

La sua è una condizione rara che lascia chi ne soffre con un’estrema sonnolenza diurna. Joanna si sente spesso poco riposata e mentalmente annebbiata, e deve fare degli incredibili sforzi per poter rimanere sveglia durante il giorno. La sua condizione la costringe purtroppo a vivere una vita isolata e solitaria, con una dieta a base di frullati proteici e pasti pronti che sono “veloci” da consumare, prima che possa cascare ancora nel sonno.

La donna, inoltre, soffre di paralisi del sonno e vivide allucinazioni che la assalgono quando lotta per rimanere sveglia, con una orripilante visione ricorrente: centinaia di ragni che strisciano sul suo letto. Non si conosce quale sia la causa del suo disturbo del sonno, ma è da anni disperatamente alla ricerca di un medico che possa aiutarla a gestire i suoi sintomi.

Inizialmente, i medici avevano ipotizzato che si trattasse di depressione e l’avevano indirizzata a uno specialista di salute mentale. Tuttavia, è stato ritenuto più appropriato il ricorso a una clinica del sonno che, si spera, possa migliorare la sua condizione.

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