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Vai alle Cinque Terre? Attenzione alle scarpe: rischi una multa fino a 2.500 euro

Le Cinque Terre sono anche sentieri, salite e discese: ecco perché infradito e ciabatte possono diventare un problema.

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Stefania Cicirello

Stefania Cicirello

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Content writer, video editor e fotografa, ha conseguito un Master in Digital & Social Media Marketing. Scrive articoli in ottica SEO e realizza contenuti per social media, con focus su Costume & Società, Moda e Bellezza.

Le Cinque Terre sono una delle mete più amate dell’estate italiana, ma chi pensa di viverle solo come una destinazione da mare rischia di sottovalutare un dettaglio importante: i sentieri non sono assolutamente passeggiate da spiaggia. Tra Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore ci sono percorsi panoramici spettacolari, ma anche tratti ripidi, stretti, esposti e molto scivolosi. Per questo, prima di mettersi in cammino, bisogna guardare ai piedi: infradito, ciabatte e scarpe non adatte possono costare caro, in termini di salute e portafoglio.

Dal 2019, infatti, il Parco Nazionale delle Cinque Terre ha introdotto regole molto più severe sulle calzature da usare lungo i sentieri. L’obiettivo non è certo punire i turisti per l’abbigliamento, ma cercare di ridurre al minimo gli incidenti e i conseguenti interventi di soccorso causati da persone che affrontano percorsi escursionistici come se fossero vialetti lungomare.

Perché le infradito sono vietate sui sentieri

Le infradito sono sicuramente comode e pratiche in spiaggia, ma non danno di certo stabilità su pietre, gradini irregolari, sterrato, salite e discese. Non proteggono il piede, non sostengono la caviglia e possono rompersi o scivolare proprio nei tratti più delicati.

Nella zona turistica delle Cinque Terre molti visitatori arrivano in giornata, magari direttamente dalla nave da crociera o dal treno, e decidono di percorrere un tratto di sentiero senza una vera attrezzatura adeguata. Il problema è che alcuni itinerari richiedono molta attenzione, passo sicuro e scarpe con buona aderenza. Perché va ricordeato che un infortunio non mette in difficoltà solo chi cade: può richiedere l’intervento dei soccorsi e bloccare e congestionare tratti già molto frequentati nella stagione turistica.

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Quanto si rischia di multa

Le sanzioni previste possono arrivare fino a 2.500 euro. L’importo varia in base alla situazione, al tratto percorso e al rischio generato dal comportamento del visitatore. Non è quindi una multa “automatica” per chi indossa infradito in paese, ma una misura legata esclusivamente ai percorsi escursionistici del Parco.

Il divieto riguarda infatti i sentieri, dove l’uso di calzature inadeguate può diventare veramente pericoloso. Per affrontarli non servono necessariamente scarponi tecnici da alta montagna, ma scarpe chiuse, stabili, con suola antiscivolo e adatte a camminare su terreno irregolare.

Come prepararsi prima di partire

Il consiglio più semplice è separare i momenti della giornata: infradito e sandali per spiaggia e paese, scarpe chiuse per i sentieri. Chi ha in programma anche solo un tratto panoramico dovrebbe portare nello zaino un paio di calzature adatte.

Conviene anche controllare in anticipo lo stato dei percorsi, perché alcuni sentieri possono essere chiusi per manutenzione, frane o maltempo. Le Cinque Terre sono bellissime proprio perché sospese tra mare e collina, ma questa conformazione rende il territorio fragile.

La regola sulle scarpe, quindi, è un modo per ricordare che quei panorami da cartolina si devono attraversare con molta prudenza e non con visite improvvisate all’ultimo minuto. Meglio arrivare preparati e con l’equipaggiamento giusto a partire dai piedi, per evitare brutte sorprese e godersi i sentieri senza rischiare una caduta… o una multa salata.

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