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Il trucco di 6 min. che potrebbe aiutare a prevenire l'Alzheimer

Un nuovo studio scientifico illustra un trucchetto che potrebbe aiutare a prevenire l'insorgenza dell'Alzheimer. Scopriamolo insieme.

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Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

Content Specialist

Ha conseguito un Master in Marketing Management e Google Digital Training su Marketing digitale. Si occupa della creazione di contenuti in ottica SEO e dello sviluppo di strategie marketing attraverso canali digitali.

Il declino cognitivo causato dal morbo di Alzheimer e dalle altre forme di demenza, a differenza di quanto comunemente si pensi, non è una conseguenza diretta dell’invecchiamento. Esistono infatti alcune tecniche che sembrano in grado di poter aiutare a ridurre il rischio di insorgenza della malattia, tra le quali va annoverato un nuovo trucchetto che, grazie a sei minuti al giorno di una certa attività, potrebbe rivelarsi molto utile.

Sembra infatti che momenti brevi ma intensi di attività fisica, con esercizi anche di durata minima, possano stimolare una proteina essenziale nella formazione delle cellule cerebrali, nonché per l’apprendimento e la memoria. Quest’ultima è nota come fattore neurotrofico cerebrale, o BDNF. Essa ha quindi un potere protettivo nei confronti del cervello ma purtroppo non esistono interventi farmacologici in grado di sfruttarla in modo sicuro.

Invece è stato rilevato che fare attività fisiche come jogging, corsa, danza aerobica, salto della corda o attività di ciclismo o cyclette, anche per soli sei minuti al giorno, riesca ad incrementare fino a cinque volte la produzione di questa molecola. L’importante è che sia una sessione di allenamento di alta intensità.

Lo studio che lo ha scoperto è stato condotto da alcuni ricercatori dell’Università di Otago, in Nuova Zelanda, ed è stato pubblicato sulla rivista scientifica The Journal of Physiology. L’approccio, che non fa alcun ricorso a strumenti di tipo farmacologico, sembra essere quindi in grado di preservare la capacità di autoprotezione del cervello del nostro stesso organismo, sfruttando la BDNF per contribuire ad un invecchiamento sano. Tuttavia, lo stesso team di ricerca ha rilevato come siano attualmente necessarie ulteriori indagini per comprendere i meccanismi coinvolti.

Se questo trucco può rivelarsi utile, ci preme ricordare che in generale per prevenire l’Alzheimer e le altre forme di demenza occorre uno stile di vita sano, con una corretta alimentazione, abitudini salutari e un esercizio fisico e mentale regolare.

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