Nei meandri del country con Bobby Solo: la playlist per Supereva

Chi meglio di Bobby Solo poteva consigliarci un po' di musica country? Ecco la sua playlist, tra Usa e Italia.

E’ il momento di immergerci nei meandri della musica country, per scoprire il passato e il presente di questo genere immortale grazie ad un accompagnatore di eccezione: Bobby Solo.

“Quando avevo 14 anni”  – ci ha raccontato Bobby Solo – “in Italia esisteva un solo programma musicale. Andava in onda ogni venerdì su Radio 1 Rai e si chiamava il Discobolo”.

“Durava 15 minuti e si ascoltavano soltanto quattro brani: soprattutto Little Richard, Elvis Presley, Pat Boone. Con quelle scarse informazioni, avevo relazionato tutto su Elvis Presley e quando sono andato avanti con gli anni ho cercato di capire se lui fosse – come dicono a Napoli – “nato imparato” o se avesse a sua volta avuto dei punti di referenza”.

“Ho scoperto quindi” – prosegue Bobby Solo – “che anche lui aveva avuto delle fonti provenienti da quel bacino del sud degli Stati Uniti (Mississippi, Tennessee, Oklahoma, Louisiana, ecc.) che a livello musicale era un vero “melting pot”: c’era rhythm and blues, blues, folk, country e crooning”.

La playlist di Bobby Solo parte da Willie Nelson e dalla sua “Funny out time slips away” e continua sulle note di “Crazy” di Patsy Cline, originaria della Virginia. Troviamo poi “I’m sorry” di Brenda Lee e “Everyday I have the blues” di BB King, uno dei più grandi chitarristi di sempre.

Fra gli artisti italiani Bobby Solo sceglie Zucchero con l’indimenticabile “Senza una donna” e Gino Paoli, interprete di “Che cosa c’è”. La playlist si chiude infine con “Rock around the clock” di Bill Haley e “In the ghetto” di Elvis, da sempre un grande modello per Bobby Solo.

Vero nome Roberto Satti, Bobby Solo è uno dei cantautori e musicisti italiani più amati di sempre. Classe 1945, ha iniziato a cantare sin da quando era giovanissimo, lasciandosi conquistare dal ritmo del rock’n’roll. Grande fan di Elvis Presley, Bobby Solo si è molto ispirato a lui sia nel modo di cantare che nell’estetica, diventando una leggenda nel nostro Paese.

La fama è arrivata nel 1964 con il brano “Una lacrima sul viso”, che è stato da subito un enorme successo, raggiungendo la vetta delle classifiche non solo in Italia, ma anche in Europa e da quel momento la carriera di Bobby Solo non si è più fermata.

Bobby soloFingiamo per qualche decina di minuti di essere atterrati nel sud degli Stati Uniti e godiamoci questa esclusiva playlist country di Bobby Solo. 

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