Fonte: ANSA

Olimpiadi Milano, Malinin sfida la fisica: il re del quadruplo axel ora tenta il salto quintuplo

Il “Quad God” non si ferma: dopo aver dominato con il salto mortale e il quadruplo axel, Malinin sogna un salto mai visto prima.

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Giuseppe Guarino

Giuseppe Guarino

Giornalista

Ph(D) in Diritto Comparato e processi di integrazione e attivo nel campo della ricerca, in particolare sulla Storia contemporanea di America Latina e Spagna. Collabora con numerose testate ed è presidente dell'Associazione Culturale "La Biblioteca del Sannio".

Alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 c’è un nome che sta facendo tremare il ghiaccio: è quello di Ilia Malinin. Il pattinatore, re del quadruplo axel, continua a spingersi oltre ogni limite, trasformando ogni salto in una sfida aperta alle leggi della fisica. E ora, dopo aver riscritto la storia del pattinaggio artistico, il campione statunitense guarda ancora più in alto: l’obiettivo è un salto quintuplo.

Il quadruplo axel di Ilia Malinin a Milano-Cortina 2026 quattro rotazioni e mezzo in meno di un secondo

Andaimo con ordine e partiamo dal principio. Il salto simbolo di Malinin è il quadruplo axel, una figura che prevede quattro rotazioni e mezzo con partenza in avanti e atterraggio all’indietro su un solo piede. La straordinarietà del gesto tecnico non sta solo nel numero dei giri, ma nell’equilibrio perfetto che l’atleta pone tra altezza, tempo di volo e controllo dell’asse di rotazione.

Per completare quattro rotazioni e mezzo in meno di un secondo c’è bisogno di una spinta esplosiva che parta dalle caviglie, attraversi le ginocchia e anche si liberi nello stacco. In aria entra in gioco il principio di conservazione del momento angolare: il pattinatore non può più generare rotazione, ma solo gestirla. Quando Malinin compatta braccia e busto riduce il raggio di rotazione, aumentando la velocità come una trottola che accelera. Basta un’inclinazione minima dell’asse per compromettere l’atterraggio.

La storia di Ilia Malinin, cresciuto sul ghiaccio e diventato “Quad God”

Classe 2004, figlio di due pattinatori – la madre è un’ex atleta uzbeka Malinin è cresciuto sul ghiaccio fin da bambino. A Milano-Cortina 2026 è stato il primo al mondo a eseguire un quadruplo axel in una competizione internazionale olimpica, conquistando l’oro nella gara a squadre e candidandosi a grande favorito anche nelle prove individuali .

Soprannominato “Quad God” per la sua capacità di inserire quattro quadrupli in un solo programma, è stato campione del mondo nelle ultime stagioni e ha stabilito nuovi record di punteggio. A Milano ha anche riportato in scena il salto mortale all’indietro su un piede, vietato per quasi 50 anni dalla federazione internazionale e tornato consentito solo nel 2024.

Il sogno (e il limite tecnico) del salto quintuplo: Malinin ci proverà davvero?

Se il quadruplo axel ha già spostato il confine tra possibile e teorico, l’idea di un salto quintuplo apre uno scenario ancora più estremo. Servirebbero cinque rotazioni complete in aria, con una combinazione quasi perfetta di altezza, velocità angolare e controllo del centro di massa. Ogni millesimo di secondo diventa decisivo: qualche centesimo in più di sospensione può fare la differenza tra un atterraggio pulito e una caduta.

Interrogato sulla possibilità di tentare un quintuplo, Malinin ha sorriso rispondendo con prudenza: “I don’t think so” . Eppure, secondo i beninformati, qualcuno lo avrebbe già visto testare in allenamento un salto con cinque rotazioni – non un axel, perché la partenza in avanti renderebbe l’impresa ancora più proibitiva.

Insomma, non ci resta che attendere e osservarne le imprese. Magari non in queste Olimpiadi, ma un giorno potrebbe tornare a sorprenderci tutti tentando anche quest’altra straordinaria impresa.

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