In Italia c'è una città dove nessuno paga le bollette: ecco qual è il motivo

Un piccolo centro del pavese ha deciso di distribuire ai suoi cittadini il surplus di energia prodotta da pannelli fotovoltaici.

Aggiornato: 4 min di lettura

Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

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L’instabilità energetica internazionale continua a pesare su famiglie e imprese. Alle conseguenze del lungo conflitto in Ucraina, che ha ridisegnato le rotte dell’approvvigionamento di gas in Europa, si sono sovrapposte le crescenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente. La crisi tra Iran, Israele e attori regionali, insieme ai rischi di blocco dello Stretto di Hormuz — canale nevralgico per il commercio petrolifero globale —, ha riacceso le fiammate speculative sui mercati dell’energia.

I riflessi per i consumatori italiani si traducono in una forte volatilità: il caro-carburanti è tornato a picchiare ai distributori, mentre i costi dell’elettricità risentono dell’incertezza generale. L’Italia, pur avendo diversificato le forniture grazie ai rigassificatori e ai nuovi accordi internazionali, continua a fare i conti con bollette elevate e conguagli gravosi. In questo scenario di continua incertezza sui prezzi dei combustibili fossili, l’autonomia energetica pulita rappresenta più che mai un’esigenza sia economica sia di sicurezza nazionale.

Il caso di Torre Beretti e Castellaro

Il piccolo comune di Torre Beretti e Castellaro, in provincia di Pavia, offre una risposta concreta contro il rialzo dei prezzi energetici attraverso il modello delle Comunità Energetiche Rinnovabili. L’infrastruttura municipale si articola su tre impianti fotovoltaici strategicamente posizionati presso il Centro sportivo comunale e sui tetti del Municipio.

Il meccanismo operativo combina la riduzione della spesa pubblica con un sostegno diretto alla popolazione. Gli impianti generano energia elettrica destinata prima di tutto a coprire i consumi degli edifici comunali, mentre l’energia prodotta in eccesso viene immessa nella rete elettrica. Le famiglie che aderiscono alla comunità mantengono il proprio fornitore di fiducia, ma condividono virtualmente l’energia in quanto collegate alla medesima cabina di trasformazione primaria dell’impianto pubblico.

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Grazie a questa architettura di rete, il Gestore dei Servizi Energetici eroga un incentivo economico per l’energia condivisa a livello locale. La comunità energetica incassa il contributo e lo redistribuisce ai cittadini aderenti tramite sconti diretti sulle bollette o bonus economici. «Il nostro obiettivo – spiega il sindaco Broveglio – è che residenti e imprese locali non paghino più la luce. Non vogliamo vendere energia alla rete nazionale, ma restituirla alla comunità». Un modello che protegge il potere d’acquisto dei cittadini e aiuta a contrastare lo spopolamento dei piccoli centri.

Bolzano: bollette quasi azzerate grazie alla bioedilizia

A Bolzano la lotta al rincaro dei costi energetici è stata affrontata abbattendo alla radice la domanda di energia attraverso la riqualificazione del patrimonio immobiliare. Una parte consistente dell’edilizia pubblica cittadina è stata rinnovata secondo i principi della bioedilizia e dell’efficienza ad altissime prestazioni.

L’installazione di cappotti termici avanzati, l’integrazione di sistemi di ventilazione meccanica controllata con recupero di calore e l’uso di serramenti e isolanti di ultima generazione hanno abbattuto il fabbisogno termico degli stabili. Di conseguenza, le spese per il riscaldamento invernale — tra le più gravose per le abitazioni del Nord Italia — sono state quasi del tutto azzerate. Per chi vive in questi complessi, il risultato si traduce in un comfort abitativo costante e nell’indipendenza dalle oscillazioni di mercato dei combustibili fossili.

Il modello solare nel Mediterraneo: la transizione dell’Algeria

Mentre l’Europa accelera sulla decarbonizzazione per affrancarsi dalla dipendenza geopolitica dei combustibili fossili, anche i Paesi della sponda nordafricana stanno convertendo il proprio modello energetico. L’Algeria sta investendo risorse rilevanti nel fotovoltaico, realizzando il suo primo villaggio interamente alimentato a energia solare nella provincia desertica di Illizi, situata a oltre 1.750 chilometri a sud-est di Algeri.

La scelta della provincia di Illizi sfrutta l’elevato irraggiamento solare della regione, risolvendo al contempo i problemi di isolamento geografico di un’area non collegata alla rete nazionale del gas. Il piano del Ministero dell’Ambiente e delle Energie Rinnovabili algerino include inoltre la distribuzione di kit solari per le popolazioni delle zone rurali più remote e la progressiva conversione dell’illuminazione pubblica stradale.

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