Le canzoni che hanno fatto innamorare a prima vista gli Shakalab

L'amore a prima vista non è solo quello per una persona. Ce lo spiegano gli Shakalab, raccontandoci le canzoni di cui si sono innamorati a prima vista

Cos’è che smuove mari e monti più dell’amore? Probabilmente nulla. Ed è proprio a il colpo di fulmine che si ispira la playlist degli SHAKALAB.

L’amore a prima vista può riguardare moltissimi aspetti diversi. Una persona, uno strumento musicale, un gatto, un cane, una canzone. Tutti quanti, prima o poi, siamo caduti preda del colpo di fulmine, quella cosa che ti fa venire un groppone in gola e sentire come se non esistesse nient’altro al mondo. La gola che si secca, i brividi, lo sguardo languido: quante volte vi è capitato? Ecco, se vi trovate in un momento del genere, provate ad accompagnare le vostre sensazioni con le canzoni scelte dagli SHAKALAB. Perché il gruppo reggae siciliano ha creato una playlist appositamente per Supereva che celebra l’amore, con queste canzoni di cui gli Shakalab si sono innamorati a prima vista. Ultimi romantici di tutto il mondo, unitevi!

Il primo brano è un classico intramontabile di Louis Armstrong, “Wonderful World”. «Avevo quattro anni quando l’ascoltai la prima volta e ricordo ancora la pelle d’oca, la prima della mia mia vita». La seconda è “Waiting in Vain”, di Bob Marley, colonna sonora del primo amore. La terza canzone è “Feel the Vibe” di Heltah Skeltah, Rampage e Doo Wop: secondo gli SHAKALAB è proprio questa l’essenza dell’hip hop allo stato puro, uno dei pezzi più belli di questa cultura.

Il quarto brano scelto dagli SHAKALAB per la playlist è “Lets Set It On” di Marvin Gaye, definito come il suo pezzo più rappresentativo. La quinta canzone è invece un classico della musica rock, “Know Your Enemy”, dei Rage Against the Machine. «Senza dubbio la band che è riuscita ad avvicinare di più il nostro gusto per l’hip hop alle sonorità rock e alla protesta sociale. Negli anni ‘90 noi che venivamo dal mondo dell’Hip Hop siamo riusciti a fare su e giù con la testa con un gruppo rock-metal, e già di per sé questo ha qualcosa di rivoluzionario!”. Andiamo avanti con la ballata “Dubbi non ho” di Pino Daniele e “Verranno a chiederti del nostro amore”, del grande Fabrizio De André, poeta e cantautore degli ultimi.

Settima canzone della playlist degli SHAKALAB è “Everything I Own” di Ken Broothe. «Forse la versione più popolare è quella della cover dei Culture Club negli anni ’80, ma l’originale ha un fascino tutto suo, meno patinato, che arriva dritto al cuore». Si continua poi con “Take me home, country road” di Toots and the Maytals e con “Police and Thieves” dei Clash. «Quando si parla di musica che ci ha segnato, senza dubbio c’è la musica di protesta. Questo è uno dei pezzi più rappresentativi di un periodo storico importantissimo per la musica. La comunità giamaicana di Londra incontrava il movimento punk fra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli ’80 dando inizio ad un capitolo indimenticabile della storia musicale mondiale».

Playlist SHAKALABInnamoriamoci a prima vista di questa playlist degli Shakalab: 

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