Quanto guadagna Fabio Fazio?

Fabio Fazio guadagna quasi due milioni di euro. Presto la Rai potrebbe risparmiarli a suo discapito

Fonte: Wikimedia

La Rai affronta da tempo il problema dello stipendio dei suoi dipendenti. La mancata decisione dell’Avvocatura di Stato sulla natura dei compensi dei conduttori tv sta destabilizzando l’ambiente. In molti potrebbero decidere di lasciare mamma Rai per nuovi lidi. Fra questi c’è anche Fabio Fazio che prospetta nuove opportunità attraverso un twitt.

Lo stipendio del giornalista di punta dell’azienda non è certo basso: si aggira intorno al milione e 800mila euro all’anno. Tuttavia, se entro metà aprile il governo non darà risposta al Cda Rai, tutti i compensi annui verranno drasticamente ridimensionati e il tetto massimo sarà di 240.000 euro. Decisamente troppo basso per gli incassi pubblicitari che Fazio garantisce.

Il twitt-minaccia

L’ipotesi che il conduttore lasci la Rai è una chiave di lettura del suo messaggio veicolato tramite Twitter: «In una tv che cambia, bisogna assumersi responsabilità e nuovi rischi. D’ora in poi, ovunque sarà, vorrei essere produttore di me stesso…». Ovviamente, non è un’aperta dichiarazione di guerra verso l’azienda, ma un pungolo, un suggerimento.

Fra le righe sta scritto molto dello stato di insofferenza di Fabio Fazio e di molti altri sulla situazione in Rai. Lo scenario che potrebbe aprirsi è un po’ quello dell’esodo verso le televisioni private. Inoltre, potrebbe non trattarsi solo di una questione di soldi. Fazio ha dato molto alla Tv di Stato e, in questo momento, potrebbe emergere un sentimento di mancata riconoscenza o la voglia di fare nuove esperienze.

Tv di stato a introiti privati

Possiamo buttarla sulla retorica se vogliamo. Possiamo accanirci contro Fazio come emblema del radical-chic sinistrorso che si dà alla chetichella perché non vede più profitto. Possiamo tagliare i giudizi con l’accetta e parlare del comunista che vuole permettersi di andare in barca a vela. Possiamo, ma sarebbe un insulto alle nostre capacità intellettive.

Il punto è questo, la Rai è un’azienda di Stato che vive dei profitti derivati dalla pubblicità. Naviga nel libero mercato e si deve allineare alle sue regole. D’altronde, per avere i migliori (cioè quelli che ti fanno fare più soldi con la pubblicità) devi spendere di più. Funziona così da almeno quarant’anni. Dunque, stabilire un tetto salariale, non consentirebbe di ‘acquistare’ i migliori. Di conseguenza, non arriverebbero introiti adeguati per muovere la macchina di un’azienda con costi fissi elevati com’è la Rai.

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