Fonte: Ansa

La sbarra del casello non si alza e fai retromarcia? Rischi una multa fino a 1.700€. Il motivo

Casello bloccato? il gesto più istintivo può trasformarsi in una multa pesante.

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Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

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Può succedere a chiunque: si arriva al casello, si paga o si prova a pagare, ma la sbarra non si alza. La coda dietro aumenta, l’automobilista si innervosisce e la tentazione è quella di fare retromarcia per cambiare corsia. Un gesto che sembra banale, quasi logico in quel momento, ma che in autostrada può trasformarsi in un problema serio.

Il motivo è legato alle regole di circolazione nelle aree autostradali. La retromarcia non è consentita sulle carreggiate, sulle rampe, sugli svincoli e nelle zone collegate alla circolazione autostradale. Anche il casello, per quanto sembri un punto “fermo”, rientra in un contesto dove le manovre improvvise possono essere molto pericolose.

Perché la retromarcia al casello è rischiosa

E il problema non è solo di tipo burocratico: al casello le auto arrivano spesso incolonnate, alcuni conducenti si spostano da una corsia all’altra, altri rallentano all’ultimo momento per scegliere il varco più libero. Una retromarcia, anche di pochi metri, può creare un ostacolo inatteso e causare tamponamenti o manovre brusche.

Per questo il Codice della strada considera la retromarcia in autostrada una condotta particolarmente pericolosa. Le sanzioni possono essere pesanti e arrivare, nei casi più gravi, fino a circa 1.700 euro. A queste conseguenze possono aggiungersi anche altri effetti, come la decurtazione dei punti o provvedimenti sulla patente, a seconda della violazione contestata e della situazione concreta. Insomma, meglio evitare.

LEGGI ANCHE: Addio code e pagamenti al casello autostradale: come fare

Cosa fare se la sbarra non si alza

Cosa bisogna fare allora in questi casi? La regola pratica è una ed è semplice: non arretrare. Se la sbarra resta abbassata, bisogna fermarsi e usare il pulsante di assistenza presente alla colonnina. Quasi tutti i caselli sono dotati di sistemi per comunicare con l’operatore, che può verificare il pagamento, aprire la sbarra o dare istruzioni.

Se si è in una corsia automatica e qualcosa non funziona, conviene restare fermi, accendere le quattro frecce se necessario e attendere indicazioni. Anche se dietro qualcuno suona il clacson, il rischio di una multa o di un incidente è molto più alto rispetto al disagio di bloccare la corsia per qualche minuto.

Il caso del pagamento non riuscito

Può ad esempio capitare che la carta non venga letta, che dispositivi elettronici per il passaggio automatico come il Telepass non funzionino o che il ticket dia errore. Anche in questi casi non bisogna improvvisare. L’automobilista può ricevere istruzioni per regolarizzare il pedaggio in un secondo momento oppure essere indirizzato a una procedura specifica.

L’errore da evitare è proprio quello di pensare: “torno indietro e provo un’altra corsia”. In autostrada, e nelle aree del casello, la libertà di manovra non è la stessa di un parcheggio o di una strada urbana. Ogni movimento fuori schema può creare pericolo.

La soluzione, quindi, è meno istintiva ma molto più sicura: fermarsi, chiedere assistenza agli operatori in collegamento con le colonnine e… aspettare. La sbarra che non si alza è sicuramente un imprevisto fastidioso, ma la retromarcia al casello può diventare una multa molto salata.

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