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Il "Nostradamus vivente" lancia nuovi avvertimenti per il 2026 dopo che due previsioni "si sono già avverate"

Nuovi avvertimenti e vecchie previsioni rivendicate: Athos Salomé continua a far discutere.

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Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

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Athos Salomé, il parapsicologo brasiliano soprannominato il “Nostradamus vivente”, torna a far parlare di sé con nuovi avvertimenti per il 2026. Salomé sostiene che due sue previsioni diffuse in precedenza si sarebbero già avverate: una legata alle tensioni tra Iran e Israele, l’altra al Mondiale.

Il tema, come sempre quando si parla di profezie, va trattato con cautela. Salomé presenta le sue letture come interpretazioni e non come certezze, e lo stesso personaggio sottolinea che nessun metodo predittivo può essere considerato infallibile. Il punto, però, è che le sue dichiarazioni sono tornate virali proprio perché intrecciano politica internazionale, sport, economia e paura del futuro.

Le previsioni che “si sono avverate”

Nel dicembre scorso Salomé aveva diffuso una lista di previsioni per il 2026. Tra queste c’era anche un riferimento a un possibile aumento delle tensioni in Medio Oriente, con particolare attenzione al rapporto tra Iran e Israele e al programma di arricchimento dell’uranio iraniano. Salomé aveva parlato di una soglia critica e di un rischio di instabilità regionale nel secondo trimestre dell’anno.

Dopo gli sviluppi nella regione, il sedicente veggente ha sostenuto che quella previsione avesse trovato riscontro nella realtà. Un secondo caso riguarda invece il Mondiale: Salomé aveva indicato come possibile vincitrice una squadra associata ai “colori del fuoco”, includendo in questa formula più nazionali, tra cui la Spagna. Dopo la vittoria spagnola per 1-0 sull’Argentina, ha rivendicato di aver puntato sui finalisti e di aver insistito proprio sulla Spagna come squadra più probabile.

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I nuovi avvertimenti per il 2026

Dopo queste due previsioni rivendicate, Salomé ha rilanciato altri scenari. Il primo riguarda l’Artico, area che secondo lui potrebbe diventare sempre più delicata a causa dello scioglimento dei ghiacci, dell’apertura di nuove rotte commerciali e dell’accesso a risorse energetiche. Il rischio evocato è quello di nuove tensioni tra Russia e NATO, soprattutto se la regione diventasse più strategica dal punto di vista militare e commerciale.

Un altro fronte citato è il Sahel, con particolare attenzione al Niger settentrionale. Salomé collega l’area alla crescita dei gruppi estremisti e alla possibilità che alcune potenze internazionali cerchino di mantenere influenza dopo il ritiro delle truppe occidentali. Anche in questo caso non si parla di un fatto già accaduto, ma di uno scenario che lui interpreta come possibile.

Perché queste profezie fanno discutere

Le sue previsioni appaiono abbastanza specifiche da attirare attenzione, ma spesso abbastanza ampie da poter essere rilette alla luce degli eventi. Per questo è importante distinguere tra fatti verificabili e interpretazioni personali. Le tensioni geopolitiche, lo scioglimento dei ghiacci, le crisi regionali e i rischi cyber sono temi reali; il fatto che siano stati “previsti” resta invece una rivendicazione di Salomé.

Il parapsicologo dice di basarsi su analisi simbolica, osservazione di cicli di lungo periodo e studi legati alla Cabala. Ma, anche secondo le sue stesse parole, le previsioni non sono risultati certi. Sono letture, non prove.

Va detto che le sue parole intercettano paure molto concrete del 2026, dalla guerra alla tecnologia, dall’economia alle nuove tensioni globali. Ma il confine tra allarme, suggestione e realtà va tenuto, come sempre, ben visibile.

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