Se mangi troppo peperoncino perdi la memoria #lodicelascienza

Il peperoncino è una spezia molto salutare, eppure secondo diverse ricerche farebbe perdere la memoria: ma perchè?

Per chi ama il piccante, il peperoncino è un condimento fisso dei pasti principali: viene aggiunto alla pasta, alle carni, anche alle bruschette e ovviamente trova il suo massimo utilizzo in cucine etniche come il messicano o l’indiano, dove però sono presenti anche molte altre spezie.

Il peperoncino è in realtà molto italiano e la cucina regionale calabrese, ad esempio, ne fa largo uso: sappiamo che ha diverse proprietà benefiche perchè è ricco di vitamine e sali minerali, è cardioprotettivo, aiuta la digestione ed abbassa il colesterolo, viene sconsigliato solo a chi problemi di gastrite o di emorroidi.

Eppure ora una ricerca scientifica che proviene dal Qatar allunga un’ombra sulle proprietà benefiche del peperoncino: analizzando i risultati di una ricerca universitaria condotta su 4500 volontari, è stata notata una perdita della memoria maggiore in persone che consumavano più peperoncino rispetto a chi non ne faceva uso. Basterebbero 50 gr di peperoncino al giorno per causare una perdita di memoria, quantificabile nel 56% in meno in un periodo di 15 anni (per migliorare la memoria usate questo trucco millenario)

Stessi risultati da una ricerca cinese: i dati inerenti a 4852 adulti che hanno partecipato al sondaggio sulla salute e la nutrizione in Cina nel 1991 e nel 2006 hanno evidenziato un maggiore declino cognitivo in chi consumava abitualmente peperoncino.

Gli scienziati non sono stati in grado di spiegare il fenomeno: un’ipotesi è che la capsaicina, elemento principale del peperoncino, disattivando i recettori del dolore per permettere al corpo di mandarlo giù arrivi anche a compromettere le aree dedicate alla memoria.

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