A cosa serve il sonno? Cancella le cose inutili

Il sonno ricarica il cervello e ci prepara per immagazzinare nuove informazioni senza perdere i ricordi rilevanti

Fonte: Pixabay

“Il sonno serve a ricaricare le batterie e rilassare la mente dai pensieri”, non si contano le volte in cui abbiamo sentito pronunciare frasi di questo tenore. Il senso comune di quest’affermazione sembra ora trovare appoggio su basi scientifiche solide.

Uno studio condotto dall’Università Politecnica delle Marche, congiuntamente all’Università di San Diego e a quella del Wisconsin, pare dimostrare che il sonno effettivamente prepara il cervello a recepire nuove informazioni; senza tuttavia mettere in discussione i ricordi più importanti. La ragione starebbe in una riduzione dell’attività delle sinapsi medie e piccole durante le ore di riposo. I risultati della ricerca sono stati pubblicati su ‘Science’, la rivista accademica più importante per le scienze dure.

La ricerca sul sonno e le sinapsi

Il sonno è al centro di numerose ricerche in diversi ambiti disciplinari. La psicologia prima e la neurologia negli ultimi decenni hanno concentrato la loro attenzione sulle attività celebrali e sui benefici che riceviamo durante le varie fasi del riposo.

Quest’ultima ricerca si è avvalsa di un microscopio 3D per indagare il comportamento delle sinapsi durante il sonno. Le sinapsi sono dei veri e propri ‘connettori’ che permettono la comunicazione fra i neuroni e altre cellule (muscolari, endocrine e sensoriali). Il neurone è l’unità cellulare di base del nostro cervello: questo ricevere, rielabora e trasmette stimoli nervosi da tutto il corpo. Proprio le sinapsi sono le strutture che mettono in comunicazione i neuroni fra loro e con il resto del nostro organismo.

Il sonno e l’attività delle sinapsi

Durante il sonno siamo meno attenti a ciò che avviene al nostro corpo e nell’ambiente circostante. In altri termini, si può dire che recepiamo meno input. Ciò è dovuto a un rallentamento dell’attività delle sinapsi: l’intensità del flusso di impulsi è minore e di conseguenza le sinapsi si riducono di dimensione. Il rallentamento dell’attività delle strutture celebrali e la loro dimensione ridotta liberano il cervello da informazioni che riteniamo meno rilevanti; sono fasi necessarie per far si che la mente sia fresca e pronta a lavorare nel momento in cui ci svegliamo.

La normalizzazione delle sinapsi durante non coinvolge però le strutture di dimensione più grande, quelle in cui risiedono i ricordi più importanti per la nostra sopravvivenza e per avere memoria della nostra storia. Il sonno insomma non ci porta a dimenticare ciò che per noi ha più valore.

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