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Aglio e banane, perché nei supermercati puoi trovare "lavare prima dell'uso" sull'etichetta

Un avviso che sorprende i consumatori ma tutela la salute: ecco cosa stabilisce la direttiva ministeriale e perché anche i frutti con la buccia vanno sciacquati

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Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

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Ha conseguito un Master in Marketing Management e Google Digital Training su Marketing digitale. Si occupa della creazione di contenuti in ottica SEO e dello sviluppo di strategie marketing attraverso canali digitali.

Negli ultimi tempi, moltissimi clienti dei supermercati hanno notato un piccolo ma significativo cambiamento nel reparto ortofrutta. Sulle confezioni di prodotti protetti da spesse bucce o involucri protettivi naturali, come aglio, banane e kiwi, è comparsa la dicitura “lavare prima dell’uso”.

La novità ha colto di sorpresa i consumatori, spingendo molti a chiedersi se dietro questo avviso vi fosse una qualche minaccia chimica, come l’impiego di pesticidi, conservanti o cere per la maturazione applicati sulla superficie esterna dei prodotti. Chi, d’altronde, ha mai pensato di dover lavare una banana o una testa d’aglio prima di sbucciarli? La spiegazione, tuttavia, non ha nulla a che fare con la chimica, ma riguarda una fondamentale misura di prevenzione sanitaria.

La normativa: cos’è la circolare ministeriale e chi coinvolge

A fare chiarezza sulla vicenda è stata la stessa catena Esselunga, rispondendo ufficialmente alle perplessità sollevate dai consumatori. L’apposizione di questa dicitura risponde direttamente a quanto stabilito dalla circolare del Ministero della Salute n. 0043051 del 4 novembre 2024.

Questo provvedimento ministeriale impone l’obbligo di indicare in modo chiaro, visibile e inequivocabile la necessità del lavaggio prima del consumo per tutti i prodotti ortofrutticoli freschi che rientrano nella cosiddetta “prima gamma”. Per prima gamma si intendono tutti i prodotti agricoli che vengono venduti nello stato in cui si trovano dopo la raccolta, ovvero non lavati, non tagliati e non confezionati in atmosfera protettiva (come avviene invece per le insalate in busta pronte all’uso, note come quarta gamma). La legge si applica indistintamente a tutta l’ortofrutta di questa categoria, senza fare differenze tra frutti con buccia edibile e quelli dotati di scorza spessa.

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Dalla buccia alla polpa: come funziona la contaminazione crociata

Il motivo scientifico che giustifica questa severa indicazione è strettamente legato alla prevenzione della contaminazione microbiologica. Sebbene la parte edibile di una banana o di un melone sia protetta all’interno, la parte esterna può ospitare una grande quantità di microrganismi nocivi raccolti durante la coltivazione, la raccolta, il trasporto o la manipolazione nei punti vendita.

Quando andiamo a sbucciare o tagliare un frutto non lavato, si innesca il fenomeno della contaminazione crociata:

  • Il coltello, penetrando attraverso la scorza sporca, trascina fisicamente i batteri presenti all’esterno direttamente dentro la polpa pulita.
  • Le nostre mani, toccando la superficie esterna infetta, trasferiscono i patogeni alla parte interna che stiamo per mangiare.
  • I taglieri e gli altri utensili da cucina possono diventare veicoli di proliferazione batterica se entrano in contatto prima con la buccia sporca e poi con il cibo pronto al consumo.

Vademecum per il consumatore: come igienizzare l’ortofrutta

Come sottolineato dagli esperti del settore, il semplice risciacquo sotto l’acqua corrente non è in grado di garantire l’eliminazione totale di una contaminazione microbica particolarmente severa. Tuttavia, rappresenta lo strumento domestico più efficace per ridurre drasticamente la carica batterica e rendere sicuro il consumo degli alimenti.

Per minimizzare i rischi tra le mura domestiche, si consiglia di seguire alcune semplici regole:

  1. Lavare sempre sotto acqua corrente fredda tutta la frutta e la verdura, incluse arance, limoni, banane, kiwi e meloni, prima di tagliarli o sbucciarli.
  2. Sfregare energicamente la buccia con le mani o con una spazzola pulita specifica per alimenti per rimuovere meccanicamente lo sporco e i residui di terra.
  3. Asciugare il prodotto con carta assorbente monouso o un canovaccio pulito prima di procedere al taglio, per evitare che l’acqua residua possa veicolare eventuali batteri superstiti.
  4. Lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone sia prima che dopo aver manipolato l’ortofrutta fresca.
  5. Pulire e disinfettare coltelli e taglieri utilizzati durante la preparazione per evitare che diventino ricettacoli di contaminazione crociata.

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