Mozart aveva un segreto, la sfortunata storia della sorella

Se Wolfgang Amadeus Mozart è ancora ritenuto un genio assoluto, è perché la sorella Nannerl non gli rubò la scena: ecco la vera storia dei due prodigi

Si chiamava Maria Anna Mozart, meglio conosciuta come “Nannerl”, e per tutti era ed è soltanto la sorella maggiore di Wolfgang Amadeus: in realtà sarebbe potuta diventare più famosa del musicista austriaco se il padre Leopold non avesse sacrificato il suo talento per favorire quello del maschio e darla in sposa a 33 anni ad un ricco barone, Johann Baptist von Berchtold zu Sonnenburg, da cui ebbe un figlio maschio e due femmine.

Sin da giovani i due fratelli prodigio (addirittura la musica di Mozart aiuta contro l’epilessia) viaggiarono in Europa insieme al padre per esibirsi nelle maggiori città: spesso era proprio la ragazzina al clavicembalo e poi al piano ad attirare maggiormente l’attenzione dei critici del suo tempo. Il padre era ben consapevole delle grandi doti musicali di entrambi i figli: “A soli 12 anni, la mia piccola ragazza è tra i migliori pianisti d’Europa” si apprende in una lettera privata rinvenuta a distanza di quasi due secoli, a partire dalla quale Sylvia Milo ha composto la pièce teatrale “The other Mozart”.

Nannerl Mozart, che divenne una eccellente insegnante di piano dopo aver abbandonato le scene per badare ai suoi tre figli e ad altri due nati dal precedente matrimonio del marito, era molto stimata dal fratello minore: “Sono stupefatto! Non sapevo fossi in grado di comporre in modo così grazioso. In una parola, il tuo Lied è bello. Ti prego, cerca di fare più spesso queste cose”.

L’auspicio del musicista finì nel dimenticatoio insieme ai sogni della sorella e alla sua fama, tuttavia è proprio grazie alle accurate ricerche dell’attrice e autrice teatrale newyorchese Sylvia Milo, che Maria Anna Mozart può finalmente ottenere l’importanza che non le è stata degnamente concessa all’epoca (e che dire di questa pianista di 107 anni?).

Nannerl suonava anche meglio di Wolfgang. Spesso, guardando la storia dal punto di vista delle donne, ci accorgiamo di non avere una fotografia completa” ha dichiarato infatti Sylvia Milo.

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