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Perchè Santa Lucia è protettrice degli occhi? La triste leggenda

Nel cuore delle festività, sveliamo il mistero di Santa Lucia: la sua connessione con la protezione degli occhi e la sua triste storia.

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Giuseppe Guarino

Giuseppe Guarino

Giornalista

Ph(D) in Diritto Comparato e processi di integrazione e attivo nel campo della ricerca, in particolare sulla Storia contemporanea di America Latina e Spagna. Collabora con numerose testate ed è presidente dell'Associazione Culturale "La Biblioteca del Sannio".

Se andiamo ad esplorare il cuore della tradizione natalizia italiana, Santa Lucia emerge come una figura affascinante, avvolta in un’aura di mistero e leggenda. Ogni anno, soprattutto nel Nord Italia, l’attesa dei bambini per l’arrivo di questa santa risale a tempi immemorabili, precedendo perfino la celebre invenzione di Babbo Natale. La notte magica tra il 12 e il 13 dicembre vede la sua comparsa, accompagnata dall’immancabile asinello, per portare doni e regali ai bambini che si sono distinti per la loro bontà. Tuttavia, dietro questa dolce tradizione si cela una storia più complessa, arricchita da una leggenda che conferisce a Santa Lucia un ruolo particolare e simbolico. La domanda che in tanti si fanno è: perché proprio lei è diventata anche la protettrice degli occhi? Per svelare il mistero dietro questa peculiarità, è necessario immergersi nella triste storia che circonda la figura di Santa Lucia. Pronti a scoprirla? Andiamo a vederla insieme.

La triste leggenda di Santa Lucia

La triste leggenda di Santa Lucia affonda le radici in tempi remoti e rappresenta un racconto intriso di romanticismo e tragedia che si tramanda da secoli, forse millenni. La storia narra di una giovane Lucia, il cui fascino aveva incantato un giovane innamorato, colui che si era perdutamente affezionato alla bellezza dei suoi occhi. In un gesto d’amore straordinario, il giovane le chiese i suoi occhi in dono, e Lucia, con un atto di generosità senza pari, acconsentì. Il miracolo avvenne: dalla cecità, Lucia riacquistò la vista, regalando al mondo il suo sguardo luminoso e penetrante.

Tuttavia, la crudele ironia del destino fece sì che il giovane, accecato dalla cupidigia, tornasse a chiederle i suoi occhi. Lucia stavolta decise però di opporsi alle richieste del ragazzo, rifiutando di compiere un secondo sacrificio. Questa scelta coraggiosa e determinata le costò cara: venne tragicamente punita con una coltellata al cuore.

Perchè Santa Lucia è protettrice degli occhi?

La radice della leggenda di Santa Lucia si snoda attraverso il tessuto intricato della storia e della tradizione cattolica.

Andiamo a raccontarla: nel IV secolo dopo Cristo, in una pittoresca città siciliana chiamata Siracusa, una giovane di nome Lucia, proveniente da una rispettabile famiglia, si trovò al centro di un dramma umano e spirituale. Già promessa in sposa, la sua vita prende una svolta quando la madre si ammala gravemente. Disperata, Lucia si rivolge a Sant’Agata, chiedendo aiuto divino. La santa, in una visione, le annuncia la guarigione della madre a condizione che Lucia rinunci al fidanzato. In un atto di sacrificio, Lucia accetta, ma il prezzo da pagare è alto.

Il suo fidanzato, sentendosi tradito, denuncia Lucia rivelando la sua cristianità. All’epoca, in un periodo in cui le persecuzioni ai cristiani erano all’ordine del giorno, svelare la sua fede equivaleva ad una condanna a morte. Fu quello che accadde ma, pur destinata a morire per il solo fatto di essere cristiana, Lucia è diventata un simbolo di forza e devozione in mezzo alle avversità.

Alcune versioni della storia, piuttosto diffuse a livello popolare, raccontano che Lucia, in seguito alla sua condanna, abbia subìto una mutilazione degli occhi, o che gli occhi le siano stati strappati. Altri ancora raccontano che gli occhi se li sia strappati lei stessa. Si tratta di un dettaglio cruento che aggiunge un elemento di tragica sofferenza alla narrazione della giovane martire, ma è privo di ogni fondamento storico e religioso precedente al XV secolo.

Per questo motivo, però, nelle raffigurazioni iconografiche cristiane, Santa Lucia è spesso ritratta con un emblema degli occhi, un dettaglio che potrebbe sembrare strano considerando la sua connessione con la protezione della vista. Dietro questo simbolo c’è però una semplicità sorprendente. L’emblema degli occhi sulla coppa o sul piatto che tiene tra le mani può essere interpretato come un omaggio alla devozione popolare che la invoca come protettrice della vista. Questa associazione ha radici nell’etimologia del suo nome, derivato dal latino “Lux“, che significa appunto “luce”. Santa Lucia, con la sua luce interiore e la sua fede incrollabile, si trasforma così in una figura simbolica che risplende nel cuore della tradizione natalizia e viene invocata a protezione della vista di tutti noi.

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La tradizione di Santa Lucia che porta doni in sella a un asinello

In gran parte del Nord Italia, la festa di Santa Lucia è intrisa di magia e tradizione. La notte tra il 12 e il 13 dicembre, i bambini attendono con trepidazione l’arrivo di questa santa, immaginandola mentre percorre le strade alla briglia del suo asinello, carica di doni destinati a coloro che si sono comportati bene durante l’anno.

La vigilia di Santa Lucia assume una dimensione speciale, poiché i piccoli si dedicano a prepararle qualcosa da mangiare. Secondo le tradizioni più antiche, si racconta di offerte semplici ma genuine, come un pezzo di pane o magari polenta avanzata, accompagnati da carote e persino una mela per il fedele asinello che la accompagna. Nel contesto moderno, le leccornie possono variare, ma l’essenza del gesto rimane immutata. Si narra infatti che Santa Lucia si accontenti anche di latte e biscotti, dimostrando la sua capacità di adattarsi ai tempi e alle consuetudini in evoluzione.

Un aspetto affascinante di questa tradizione è la pratica di non attendere Santa Lucia svegli. I genitori incoraggiano i loro figli a andare a letto prima che la santa faccia la sua apparizione, sostenendo che incrociare il suo sguardo potrebbe rompere l’incantesimo e svelare chi siano i veri portatori dei doni. Nella leggenda, questa precauzione ha però una motivazione più oscura: si racconta che Santa Lucia, senza pietà per nessuno, possa gettare cenere negli occhi dei più piccoli o addirittura renderli ciechi se venisse sorpresa.

Il culto di Santa Lucia in Svezia: la festa e il “treno” della santa

In Svezia, il culto di Santa Lucia è una festa intensamente vissuta, con una tradizione ricca di simboli e rituali che illuminano le fredde giornate invernali. Il 13 dicembre, la nazione si illumina in ogni suo angolo, con l’accensione di migliaia di candele per commemorare la festa della luce. In questo periodo, gli svedesi preparano con dedizione i Lussekatter, conosciuti anche come Lussebullar. Questi dolci a base di zafferano diventano il simbolo culinario della stagione natalizia, diffondendo il profumo avvolgente delle spezie in tutta la casa.

Durante la celebrazione, le bambine vestono una veste bianca, cinturata da un nastro rosso in vita, e portano in testa una corona di candele. Questo costume, sebbene pittoresco, è carico di simbolismo, rappresentando la lotta contro l’oscurità delle giornate invernali grazie alla luce delle candele. Per evitare incidenti, le bambine più piccole utilizzano candele elettriche sulla corona, mentre solo la figura di “Santa Lucia” indossa le candele vere. I maschietti, partecipanti al “treno di Santa Lucia” o Luciatåg, si uniscono alla festa vestiti di bianco, spesso con un cappello a punta decorato con stelle o in costume da biscottino allo zenzero.

L’atmosfera festosa si completa con canti natalizi tradizionali eseguiti in coro dai partecipanti del Luciatåg. Al termine delle melodie, è tempo di condividere i deliziosi Lussekatter, le brioche allo zafferano, e i Pepparkakor, i biscottini allo zenzero che deliziano i palati di grandi e piccini.

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