Perseidi e stelle cadenti: la storia della notte di San Lorenzo

Il 10 agosto si celebra San Lorenzo: perché proprio in questo giorno si ammirano le stelle cadenti e di cosa si tratta esattamente?

10 Agosto 2020
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È nota a tutti come la notte delle stelle cadenti, o meglio come la ‘notte di San Lorenzo’. Il 10 agosto è ormai una tradizione radunarsi – possibilmente in luoghi in cui le luci delle città non sono troppo forti – per ammirare la pioggia di stelle visibile di notte.

Anche se le cosiddette lacrime (le stelle) – secondo la credenza comune – cadono il 10 agosto, in realtà il fenomeno astronomico dura qualche giorno e non si tratta di stelle cadenti, ma di meteore. È lo sciame delle Perseidi, la scia della cometa Swift-Tuttle che si lascia dietro un mix di polveri e ghiaccio durante il proprio viaggio intorno al sole.

Osservata per la prima volta ormai millenni or sono, la scia fu collegata alla cometa per la prima volta nel 1866: se la Swift Tuttle sarà di nuovo visibile solo nel 2126, tutti i detriti che ha lasciato dietro di sé negli anni hanno finito per creare la massa delle Perseidi, che si collega alla notte di San Lorenzo per una tradizione cattolica più che astronomica. Sebbene in questo periodo la storia vuole che più culture festeggino le stelle cadenti, il martire cristiano che si celebra il 10 agosto fu ucciso nel 258 d.C.

Lorenzo era uno dei sette diaconi di Roma e fu tristemente protagonista di un vero e proprio supplizio. Per questo il culto vuole che le Perseidi altro non siano che le sue lacrime versate durante la tortura a cui fu sottoposto, che comprendeva anche dei carboni ardenti, paragonati appunto allo sciame visibile nel cielo.

Quest’anno, in realtà, le Perseidi saranno maggiormente visibile nella notte tra il 12 e il 13 agosto, non proprio dunque nella notte di San Lorenzo. Il consiglio – come ogni anno – è dunque quello di preservare la tradizione, ma ricordarsi che le Perseidi viaggiano nei nostri cieli per più di una settimana.

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