Perché ad agosto ci sono le stelle cadenti?

Sta per arrivare la notte di San Lorenzo, ma vi siete mai chiesti come mai proprio ad agosto il cielo brilla di stelle cadenti?

28 Luglio 2023
Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

Content Specialist

Ha conseguito un Master in Marketing Management e Google Digital Training su Marketing digitale. Si occupa della creazione di contenuti in ottica SEO e dello sviluppo di strategie marketing attraverso canali digitali.

Fonte: Nasa

Manca ormai poco alla notte estiva più attesa dell’anno: la notte di San Lorenzo, quando milioni di persone con gli occhi al cielo per vedere le stelle cadenti, esprimere un desiderio nella speranza di avere fortuna nei mesi che verranno. Ma perché osserviamo le stelle cadenti proprio in questo periodo?

La notte tra il 12 e il 13 agosto cade la sera di San Lorenzo e come di consueto, storicamente, il cielo è attraversato da uno sciame di stelle cadenti, su cui sono stati scritti libri e realizzati film, su un fenomeno celeste che ha una spiegazione molto razionale e scientifica. In realtà bisogna subito chiarire un punto, che farà perdere di romanticismo ai più sognatori, ma in realtà quelle che solcano il cielo con la loro scia luminosa in realtà non sono stelle cadenti, ma meteoriti che, quando si scontrano con l’atmosfera terrestre, prendono fuoco creando la famosa coda o scia luminosa.

Il motivo per cui questo fenomeno, in realtà, è particolarmente visibile in agosto è perché in questo periodo dell’anno, la Terra passa all’interno di uno sciame di meteore. Sono le Perseidi, il cui nome è strettamente legato alla costellazione di Perseo.

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Perché ci sono le stelle cadenti ad agosto?

Ogni anno, all’incirca, si stima che s’infrangeranno contro l’atmosfera terrestre tra le 100 e le 120 meteore all’ora: un numero impressionante, che illuminerà il cielo in questa bella notte d’agosto. Lo spettacolo sarà visibile da ogni parte della Terra, ma non in modo uguale, perché ci sono diversi fattori che possono influenzare la visibilità delle stelle cadenti, tra cui il grado di luminosità del cielo che viene influenzato dal livello d’inquinamento presente nell’aria. Quello che non deve mancare nella notte di San Lorenzo è un po’ di pazienza perché chi resta con il naso all’insù, con un po’ di costanza e fortuna dovrebbe poter vedere la sua stella cadente ed esprimere così il proprio desiderio.

San Lorenzo: perché il 10 agosto è la notte delle stelle cadenti?

Ogni anno quando si avvicina la dato della celebre notte di San Lorenzo viene spontaneo chiedersi da dove nasce questo nome. Secondo la tradizione prende il nome da una leggenda, precisamente quella del martirio di San Lorenzo che fu arso vivo sulla graticola. Dunque il nome della notte più famosa del mese di agosto affonda le sue radici nell‘antica tradizione cristiana, che ha ripreso e modificato la più antica tradizione precedente, cioè quella romana. Nell’antica Roma, infatti, il mese di agosto era quello dedicato all’imperatore Augusto, periodo in cui si celebravano diverse ricorrenze per augurare fertilità nel mondo agricolo. Tra queste c’era la processione in cui veniva portato in giro per la città il fallo di Priapo, il dio della fertilità: in questa particolare celebrazioni le stelle cadenti erano considerate l’eiaculazione del dio, con cui venivano resi fertili i campi.

Lorenzo, tra l’altro, è un nome che rimanda a Larentia, la Grande Madre, controparte femminile di Priapo, che rendeva la Terra Fertile. Così le lacrime di Priapo sono diventate quelle di San Lorenzo, morto martire il 10 agosto a soli 33 anni per via di un editto per cui vescovi e presbiteri dovevano essere uccisi. Le spoglie di San Lorenzo sono sepolte nell’omonima basilica a Roma già dal III secolo.

A proposito della sua morte, non si conosce la fine certa del santo, e cioè se sia realmente avvenuta sul rogo o per decapitazione, ma a tal proposito esistono due leggende: in una le stelle cadenti sono le lacrime versate dal santo durante il suo supplizio, che vagano eternamente nei cieli, mentre nella seconda le stelle cadenti rappresentano le scintille del rogo su cui venne bruciato, tanto che spesso le stelle cadenti sono indicate anche come “fuochi di San Lorenzo”.

Cosa sono in realtà le stelle cadenti?

Abbiamo detto che anche se nel linguaggio comune le chiamiamo stelle cadenti, in realtà si tratta di meteore, ovvero un frammento di asteroide o altro corpo celeste che, entrando all’interno dell’atmosfera terrestre, viene riscaldato fino all’incandescenza dalla collisione con le molecole d’aria degli strati superiori dell’atmosfera producendo così una scia luminosa. Anche se le meteore possono sembrare poco lontane dalla Terra, in genere si manifestano nella mesosfera ad altezze comprese tra 76 e 100 km.

I meteoroidi penetrano nella nostra atmosfera con velocità comprese fra 11,2 e 72,8 km/s, che sono il risultato di vari fattori che includono il movimento della Terra intorno al Sole, la velocità orbitale dei meteoroidi e il pozzo di gravità, in questo modo ciascun urto con le molecole d’aria libera un’energia termica dell’ordine di 100 eV; quindi, a una altezza di 80–90 km, la temperatura del corpo raggiunge i 2500 K e la sua materia comincia a sublimare.

Proseguendo nella sua caduta, si avvia un processo noto come ablazione: il meteoroide comincia a perdere progressivamente massa, lasciando dietro di sé gocce di materia fusa. Gli atomi del meteoroide e le molecole atmosferiche, a causa degli urti reciproci, si ionizzano. La radiazione emessa nella banda del visibile deriva per il 90% dai processi di ablazione del corpo e per il resto dalla ricombinazione elettronica dei gas atmosferici eccitati.

Dal suolo un osservatore vedrà quindi una scia luminosa: la meteora. Una meteora è composta di due parti: la testa e la scia. La testa della meteora contiene il meteoroide in progressivo disfacimento avvolto da gas ionizzati, mentre la scia è una lunga colonna di plasma, visibile solo per qualche secondo. Il meteoroide può essere anche formato da detriti spaziali generati dall’uomo durante le numerose spedizioni orbitali o da satelliti danneggiati da impatti con altri corpi, ma anche da parti dei serbatoi dei razzi o da semplice spazzatura.

Durante l’ingresso di un meteoroide nell’atmosfera superiore, le molecole atmosferiche vengono eccitate dal passaggio della meteora e si crea una scia di ionizzazione. Tali scie possono persistere anche per 45 minuti. Piccoli meteoroidi delle dimensioni di granelli di sabbia entrano nell’atmosfera costantemente, e quindi le scie di ionizzazione possono essere trovate continuamente nell’atmosfera superiore. Quando le onde radio sono riflesse da queste scie, si parla di comunicazione meteor scatter.

 

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