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Russi di notte? La spiegazione scientifica (e perché il congelatore è la soluzione)

Non è solo stress o posizione sbagliata: c’è un motivo invisibile che potrebbe spiegare il tuo russare

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Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

Content Specialist

Ha conseguito un Master in Marketing Management e Google Digital Training su Marketing digitale. Si occupa della creazione di contenuti in ottica SEO e dello sviluppo di strategie marketing attraverso canali digitali.

Ti svegli con la gola secca. Il tuo partner ti dice che hai russato per ore. E tu continui a chiederti: perché succede? Non hai raffreddore, non sei particolarmente stanco, eppure ogni notte si ripete la stessa scena. La risposta potrebbe essere molto meno romantica di quanto immagini: potrebbe trovarsi dentro il tuo cuscino.

Perché russiamo? Il meccanismo fisiologico

Russare significa respirare con difficoltà attraverso vie aeree parzialmente ostruite. Quando il naso è libero, l’aria passa in modo fluido. Ma se le mucose nasali si gonfiano, il flusso si riduce. A quel punto si finisce per respirare con la bocca aperta e i tessuti molli della gola iniziano a vibrare. È quella vibrazione a produrre il rumore tipico del russamento. La domanda allora diventa un’altra: cosa fa gonfiare il naso proprio di notte?

Il “bioma del letto”: un ecosistema invisibile

Ogni notte il nostro corpo trasferisce su lenzuola e cuscini milioni di batteri e microrganismi naturalmente presenti sulla pelle. Sudore, cellule morte, calore corporeo: è un cocktail perfetto per creare un microambiente favorevole alla proliferazione degli acari della polvere.

Gli acari vivono in profondità nei tessuti del cuscino e del materasso. Si nutrono delle nostre cellule morte e, più trovano nutrimento, più si moltiplicano. Il vero problema non sono tanto loro, quanto ciò che producono: minuscole particelle di scarto che diventano potenti allergeni.

Respirandole per ore durante il sonno, il sistema immunitario può attivarsi. Il corpo rilascia istamina – una sostanza coinvolta nelle reazioni allergiche – che provoca gonfiore delle mucose nasali. Risultato: naso chiuso, respirazione difficoltosa, bocca aperta. E quindi russamento.

Uno studio pubblicato nel 2017 su Allergy, Asthma & Clinical Immunology ha evidenziato che circa il 70% delle persone allergiche agli acari presenta anche problemi di sonno, russamento e risvegli notturni. Un dato che rafforza il legame tra ambiente del letto e qualità del riposo.

Non solo acari: è colpa anche dei funghi

Il letto non ospita soltanto acari. Il calore e l’umidità notturna, combinati con sudore e residui organici, possono favorire la crescita di funghi microscopici. Analisi effettuate su cuscini datati hanno rilevato concentrazioni sorprendenti di spore fungine vive, anche nell’ordine di milioni per grammo di materiale. Anche queste particelle, se inalate, possono contribuire a irritare le vie respiratorie. E quando il naso si infiamma, la probabilità di russare aumenta.

Perché il congelatore può aiutare

Arriviamo alla soluzione più sorprendente. Gli acari della polvere non sopravvivono a temperature molto basse. Mettere il cuscino in un sacchetto ben sigillato e lasciarlo nel congelatore per alcune ore può ridurre significativamente la loro presenza. Il freddo intenso non elimina le particelle allergeniche già accumulate, ma può abbattere la popolazione di acari vivi. Meno acari significa meno produzione di nuovi allergeni nel tempo.

Naturalmente, il congelatore non sostituisce una corretta igiene: lavare regolarmente le federe ad alte temperature, arieggiare la stanza, utilizzare copricuscini antiacaro e sostituire periodicamente il cuscino rimangono strategie fondamentali. Ma il freddo può diventare un alleato semplice e immediato.

Se quindi il naso si chiude mentre dormi, potresti non avere semplicemente “il sonno pesante”. Potresti stare reagendo a ciò che respiri per ore a pochi centimetri dal viso.

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