Sostanza vietata in shampoo e deodoranti: attenti all'etichetta

C'è una sostanza vietata che è ancora possibile trovare in shampoo, deodoranti e bagnoschiuma: scopri come proteggerti leggendo l'etichetta.

14 Settembre 2023
Giuseppe Guarino

Giuseppe Guarino

Giornalista

Ph(D) in Diritto Comparato e processi di integrazione e attivo nel campo della ricerca, in particolare sulla Storia contemporanea di America Latina e Spagna. Collabora con numerose testate ed è presidente dell'Associazione Culturale "La Biblioteca del Sannio".

Negli ultimi tempi, un elemento chimico noto come lilial è diventato un nome familiare, ma non certo per ragioni piacevoli. Questo composto, una volta ampiamente utilizzato nell’industria cosmetica, è stato vietato nell’Unione Europea dal 2022 a causa delle sue pericolose proprietà genotossiche. Questa sostanza è infatti in grado di danneggiare il sistema riproduttivo, mettere a rischio la salute fetale e causare reazioni allergiche cutanee. Ma come possiamo difenderci noi consumatori?

Lilial: shampoo e deodoranti che contengono la sostanza vietata ancora in commercio

Il problema è che, nonostante il divieto, in commercio si trovano ancora prodotti contenenti lilial. Nonostante il termine per smaltirli fosse stato fissato a marzo 2023, shampoo, bagnoschiuma, detergenti, profumi, cosmetici e altri prodotti contenenti questa sostanza tossica continuano a essere disponibili sugli scaffali di negozi e supermercati. La situazione è così allarmante che quasi ogni giorno ci sono notizie riguardanti il richiamo di prodotti contenenti lilial da parte delle aziende, e purtroppo sembra che questa tendenza non sia destinata ad arrestarsi a breve.

La presenza di lilial può essere facilmente individuata leggendo l’etichetta del prodotto, dove compare con il suo nome scientifico, Buthylfenil Methylpropional, o la sigla BMHCA. Una questione preoccupante è che i richiami non sempre specificano i lotti coinvolti, il che rende difficile per i consumatori evitare i prodotti contaminati già acquistati.

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Come essere sicuri di non acquistare prodotti contenenti lilial

Se volete essere sicuri di non acquistare prodotti contenenti lilial, dovete esaminare attentamente l’etichetta nel momento in cui vi trovate in negozio. Come già detto, se trovate nell’INCI (l’elenco degli ingredienti) la menzione dei termini lilial, Buthylfenil Methylpropional o BMHCA, è meglio evitare l’acquisto e lasciare lo shampoo o il deodorante sugli scaffali. Se, al contrario, il lilial non è elencato come ingrediente, potete procedere all’acquisto e utilizzare il prodotto senza preoccupazioni.

La sicurezza dei prodotti cosmetici è una crescente preoccupazione per i consumatori, e questa situazione sottolinea la necessità di una regolamentazione più rigorosa e di un controllo più severo dei prodotti in commercio. Le autorità competenti stanno intensificando i loro sforzi per rimuovere definitivamente dalla circolazione i prodotti contenenti lilial e per informare gli acquirenti sui rischi legati a questa sostanza in modo chiaro ed efficace.

Inoltre, è importante che i consumatori stessi siano consapevoli dell’importanza di leggere attentamente le etichette dei prodotti cosmetici prima dell’acquisto. La conoscenza dell’INCI e la capacità di identificare ingredienti potenzialmente dannosi possono contribuire a proteggere la salute personale e di famiglia.

Lilial: quali sono gli effetti dannosi?

Il lilial è stato vietato nell’Unione Europea a causa dei suoi effetti dannosi per la salute. Ecco un elenco di quelli noti associati a questa sostanza:

  • Genotossicità: può danneggiare il materiale genetico delle cellule e quindi aumentare il rischio di cancro.
  • Danni al sistema riproduttivo: nei maschi, può interferire con la produzione di spermatozoi, mentre nelle femmine, può avere effetti nocivi sugli organi riproduttivi.
  • Rischio per la salute fetale: può attraversare la barriera placentare e raggiungere il feto in via di sviluppo durante la gravidanza, con possibili conseguenze negative sullo sviluppo del bambino.
  • Reazioni allergiche: in alcune persone, causa prurito, arrossamento, gonfiore o eruzioni cutanee.
  • Potenziale disruptor endocrino: può disturbare la produzione di ormoni causando sbalzi ormonali.
  • Effetto cumulativo: un accumulo di questa sostanza nel corpo aumenta il potenziale danno a lungo termine.

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