Trattiene il fiato sott'acqua: è record. Quanto ha resistito

È un’apnea da Guinness World Record quella di uomo croato: all’età di 56 anni ha trattenuto il respiro per quasi venticinque minuti.

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Paolo Travisi

Paolo Travisi

Giornalista

Giornalista professionista, scrive con passione di tecnologia, scienza e spettacoli. La curiosità è la lampadina sempre accesa che lo guida ogni giorno nel suo lavoro.

In un’impresa che ha catturato l’attenzione di appassionati e curiosi di tutto il mondo, un uomo ha stabilito un nuovo record mondiale di apnea subacquea, trattenendo il fiato sott’acqua per un tempo straordinario. Questo evento, che mette in luce le incredibili capacità fisiche e mentali necessarie per raggiungere tali obiettivi, rappresenta un traguardo significativo nella disciplina dell’apnea. Scopriamo insieme quanto tempo è riuscito a resistere senza respirare e quali sono stati i fattori determinanti per questa incredibile performance.

La storia di Budimir

Con quasi venticinque minuti – per la precisione 24 minuti e 37,36 secondi – di apnea è record per il croato Budimir Šobat. L’uomo, 56 anni, è così entrato di diritto nei Guinness World Records battendo il record precedente e aggiudicandosi il titolo di uomo che ha trattenuto volontariamente il respiro più a lungo. E l’impresa, si legge ironicamente sul sito dei primatisti mondiali, ha una durata maggiore di un qualsiasi episodio de I Simpson.

Budimir è riuscito a superare tutti mosso dalla volontà di far risuonare il nome della sua città, Sisak, gravemente colpita da un terremoto a fine 2020. È lo stesso Šobat a raccontare la situazione, come si legge sulla pagina a lui dedicata dal GWR. “Abbiamo un grosso problema con i terremoti, qui in Croazia, e la situazione è grave in questo momento”, spiega.

E aggiunge: “Speriamo di raccogliere fondi per le persone bisognose perché le scosse di terremoto hanno raso al suolo l’intera città di Petrinja”. Contro tutto e tutti, dunque, Budimir è riuscito a prepararsi per conquistare un posto nell’albo dei record e grazie a tecnica e allenamento ce l’ha fatta.

La gioia per il record raggiunto

“Questo record non è arrivato per caso – spiega ancora l’apneista – Ci ho messo tutto il mio impegno. Mi stavo preparando per questo record da più di tre anni, allenandomi sei giorni a settimana. La più grande motivazione è mia figlia Saša, di 21 anni affetta da autismo: con i miei risultati i media mi prestano attenzione e posso parlare anche di consapevolezza sull’autismo”.

È una vittoria che vale doppio, dunque, quella di Budimir Šobat che nel corso delle esercitazioni ha sviluppato una tecnica precisa. “Mentre sono in apnea statica massima, tengo gli occhi chiusi e tutto ciò su cui mi concentro è sentire il mio battito cardiaco. – spiega – Una volta sentito, mi calmo e a quel punto combatto con il tempo”. E la battaglia è stata vinta.

Che cos’è tecnicamente l’apnea

L’apnea è una disciplina sportiva che consiste nel trattenere il respiro sott’acqua per il maggior tempo possibile, senza l’uso di attrezzature per la respirazione. Richiede una combinazione di abilità fisiche e mentali, tra cui una forte capacità polmonare, controllo della mente e gestione dello stress. Gli atleti di apnea si allenano per migliorare la loro capacità di resistere alla necessità di respirare, spesso stabilendo record impressionanti in termini di durata e profondità.

La straordinaria impresa di Budimir nel trattenere il fiato sott’acqua per un tempo record non solo segna un nuovo traguardo nella disciplina dell’apnea, ma ispira anche una nuova generazione di atleti e appassionati. Questa performance dimostra che, con determinazione, allenamento rigoroso e una forte mentalità, è possibile superare i limiti umani.

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