Una vita lunga oltre ogni immaginazione, attraversata da eventi storici che hanno segnato il mondo intero. Si è spenta in Cecenia Koku Istambulova, donna che secondo documenti ufficiali russi avrebbe raggiunto i 129 anni.
Una cifra che la renderebbe una delle persone più longeve mai vissute, ben oltre il record certificato di 122 anni detenuto dalla francese Jeanne Calment. La storia di Koku Istambulova resta però complessa anche sul piano documentale. La sua età non è stata verificata secondo gli standard internazionali più rigorosi, che riconoscono ufficialmente come record quella di Jeanne Calment.
- Una vita passata tra imperi, guerre e deportazioni
- Gli ultimi giorni e la morte
- Il mistero della sua longevità
Una vita passata tra imperi, guerre e deportazioni
Secondo il suo passaporto, Istambulova sarebbe nata nel 1889, durante il regno della regina Vittoria. Un dato che la colloca in un’epoca lontanissima: prima della rivoluzione russa, prima delle due guerre mondiali, prima della nascita dell’Unione Sovietica.
Ha vissuto il crollo dello zar Nicola II, la nascita e la fine dell’URSS, due conflitti globali e decenni di tensioni politiche. Ma l’evento che ha segnato in modo irreversibile la sua esistenza è la deportazione del popolo ceceno ordinata da Stalin nel 1944. All’epoca aveva circa 54 anni. In poche ore, intere famiglie furono costrette a lasciare le loro case e caricate su treni diretti verso il Kazakistan. Viaggi lunghi, disumani, senza condizioni igieniche minime.
Lei stessa ha raccontato quei momenti con lucidità. Vagoni sovraffollati, sporcizia ovunque, impossibilità di muoversi. I morti venivano gettati lungo il percorso. Non c’era tempo né possibilità di fermarsi. Durante l’esilio, durato 13 anni, Istambulova ha perso due figli per malattie non curate e parto senza assistenza. Lei stessa ha raccontato che queste tragedie erano comuni.
Dopo la morte di Stalin, fu concesso il ritorno nelle terre d’origine. Ma le case erano state occupate e i territori trasformati. Ha dovuto ricostruire la sua vita da zero, arrivando a costruire la sua abitazione con le proprie mani. In un’intervista rilasciata negli ultimi anni, Istambulova ha dichiarato di non aver mai vissuto un solo giorno felice. Solo in seguito, parlando della casa costruita dopo il ritorno dall’esilio, ha ammesso che quello fu un momento diverso. Un’eccezione.
Gli ultimi giorni e la morte
Secondo il racconto dei familiari, la donna ha trascorso la sua ultima giornata in modo normale. Ha cenato, parlato, scherzato. Poi un improvviso malore: dolore al petto, calo della pressione. I medici sono intervenuti, ma senza successo. È stata sepolta nel suo villaggio natale di Bratskoe, in Cecenia. Lascia cinque nipoti e sedici pronipoti.
Il mistero della sua longevità
Alla domanda sul segreto della sua lunga vita, la risposta è stata semplice: “È volontà di Dio”. Nessuna dieta particolare, nessun metodo. Ha menzionato il consumo di latte fermentato e un’alimentazione senza carne, ma senza attribuire a queste abitudini un ruolo determinante. Anzi, ha espresso più volte un pensiero opposto: non comprendeva perché le fosse stata concessa una vita così lunga, accompagnata però da così poca felicità. Di lei rimane la memoria di un secolo attraversato da eventi estremi, e una frase che sintetizza tutto: vivere a lungo non significa necessariamente vivere bene.