La zia è come una seconda mamma #lodicelascienza

La zia è una risorsa importante per i bambini: non solo come baby sitter, ma anche per il loro sviluppo culturale e mentale

Le zie sono una risorsa importantissima per i bambini: non solo perché li amano immensamente e li assecondano, ma anche perché li aiutano nello sviluppo sociale e mentale. Lo afferma Olga Maria Renville, insegnante di terapia familiare e di psicologia clinica: le zie sono la parte più “morbida” nelle famiglie autoritarie, sono un punto fermo ma senza l’ossessione per la disciplina o per le regole che giustamente i genitori hanno, soprattutto quando si tratta di figli adolescenti (sapevate che i bambini possono fare le pulizie?)

Non è strano infatti che un ragazzo si confidi con la zia piuttosto che con la mamma: questa relazione speciale inizia fin dall’infanzia, quando le zie sono un rifugio sicuro per divertimenti e giochi e perdonano ogni marachella.

Le autrici del libro “Dove sono le zie: famiglia, femminismo e parentela“, le scrittrici Patricia J. Sotirin e Laura L. Ellingson, sono giunte alla conclusione che le zie forniscono ai nipoti risorse culturali fondamentali come educazione, conoscenza razionale e gentilezza. Non solo: come per i nonni (qui hanno uno stipendio) il sostegno delle zie può essere insostituibile per l’economia familiare e per permettere a mamma e papà di tirare il fiato di tanto in tanto.

Chi è cresciuto con le zie non potrà che dare ragione agli psicologi: sono una fonte di amore incondizionato, sono in grado di ascoltare e mantengono i segreti, danno buoni consigli e si arrabbiano molto meno di mamma e papà!

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